Questo G8 era un G8 prevedibilmente inutile.
Inutile nella sua funzione internazionale.
Un G8 in cui la quantità di emissioni diventano dei gradi centigradi, fuggendo dall'impegno reale.
Un G8 in cui gli impegni diventano dichiarazioni.
Un G8 che ricicla le promesse sull'Africa senza dire una parola sulle precedenti mai rispettate.
Un G8 senza senso, con la stragrande maggioranza della popolazione rappresentata nei codazzi e non nel vertice.
Un G8 che aveva già fallito, aveva fallito a Genova e da li sempre.
Un luogo ridotto ad un momento per conoscersi.
Dove il gesto politicamente più significativo rispetto al modello economico è la doggy bag di Michelle.
Dove la sfida culturale più interessante è stata quella a distanza tra Michelle Obama e Carla Bruni.
Un G8 che se avrà un senso lo avrà solo per il luogo, per le immagini che L'Aquila bellissima, distrutta e struggente ha lasciato al mondo, dove lo sfondo, il tragico e straziate sfondo, ha reso grandi le foto degli 8, degli altri, delle mogli, dei figuranti.
Un G8 dove era più atteso un attore che il segretario generale dell'Onu.
Se non fosse stato per l'immensità di Obama che sembra riprendere le file del futuro del mondo (non solo a L'Aquila, ma prima a Mosca e poi in Africa), di questo G8 ricorderemmo solo il maestoso sfondo montano del vertice e la "scenografia" della mia amata e rovinosa città.
Un G8 inutile per il mondo, ovunque si fosse svolto.
Un G8 che forse lascerà qualche traccia di utilità all'Aquila, città che ha dovuto perire la distruzione per essere conosciuta, riconosciuta, apprezzata.
Il G8 si chiude così, fa calare il sipario sul suo fallimento decennale salvando la sua faccia e coprendo le sue macerie con le Macerie dell'Aquila.
Non era necessario contestarlo, era un vertice inutile per il mondo, aveva già perso.
Era utile che rimanessero nella memoria due cose distinte, le Macerie dell'Aquila e l'immensità, le immagini, i racconti, le foto, le vergogne, le parole e le paure dei giorni di Genova.
Le Macerie dell'Aquila e le giornate di Genova, due silenzi assordanti, al confronto dei quali le tracce di Michelle e di Carlà sono già vaporizzate.
L'Aquila, 06 Aprile 2009
Le parti del nostro animo che la guerra ci ha strappato, ritorneranno al focolare.
sabato 11 luglio 2009
domenica 5 luglio 2009
G8: consigli in caso di terremoto.
Abbiamo letto della presenza di due piani B in caso di terremoto.
Un B per fare il vertice altrove, un B per la fuga in caso di forte scossa durante il vertice a L'Aquila.
Abbiamo visto il dispiegamento delle forze dell'ordine, la massiccia presenza di forze militari, le batterie per la difesa aerea, abbiamo letto o visto i cecchini e letto dei servizi segreti e viceversa.
Siamo preoccupati. Siamo preoccupati per la reazione in caso di forte scossa, noi ormai abbiamo ahinoi acquisito un sapere autonomo sul campo in caso di scosse. Voi no.
Per questo forse è utile qualche consiglio qualora si verificassero le ipotesi generanti il piano B.
1. Se la terra trema non è utile sparare contro la terra.
E' vero che l' "attacco" viene dal sottosuolo, ma se sparate missili o bombe contro la terra, l'effetto si moltiplica, non si attenua.
2. Se un tramezzo cade, non usate il mitra contro il tramezzo.
E' vero che il pericolo viene dal tramezzo, ma se sparate contro di lui, questo accelererà la caduta.
3. Se il "Guerriero di Capestrano" si muove, non saltategli addosso buttandolo a terra per disarmarlo.
E' vero che appare pericolosamente armato, ma è inerme, e se invece di afferrarlo o buttarvi a terra voi per salvarlo attutendogli la caduta, gli saltereto addosso buttando lui per disarmarlo, finirete per distruggere uno dei simboli dell'Abruzzo, proveniente dalla nostra città di Aufinium e rappresentante uno dei nostri popoli avi.
4. Se scappate via cielo, avvertite prima la contraerea che siete voi!
5. Se scappate via terra, non intralciate le strade, servono per i soccorsi. Aspettate invece ore ed ore, prima o poi arriverà la protezione civile a montarvi una tendopoli per accogliervi.
6. Se vedete scene di panico, non sparate a caso contro tutto e tutti.
Se cecchini, servizi segreti, aerei, missili, elicotteri, carri armati, forze speciali continuano a sparare contro l'effetto panico, spareranno tutti contro tutti e finirete voi per ammazzare tutti.
7. A proposito, Presidente Obama, lei, individui prima una struttura portante, in caso di evento molto forte, si metta al riparo li. Finita la scossa controlli le scale, se sono ok scenda, altrimenti si metta al riparo e attenda i nostri straordinari Vigili del Fuoco. Se per caso invece scatta il panico dalla 1 alla 6, si nasconda e sfugga alla macchina infernale, enormemente più pericolosa del terremoto. A Lei teniamo molto, se vuole abbiamo qualche posto nei nostri camper.
Un B per fare il vertice altrove, un B per la fuga in caso di forte scossa durante il vertice a L'Aquila.
Abbiamo visto il dispiegamento delle forze dell'ordine, la massiccia presenza di forze militari, le batterie per la difesa aerea, abbiamo letto o visto i cecchini e letto dei servizi segreti e viceversa.
Siamo preoccupati. Siamo preoccupati per la reazione in caso di forte scossa, noi ormai abbiamo ahinoi acquisito un sapere autonomo sul campo in caso di scosse. Voi no.
Per questo forse è utile qualche consiglio qualora si verificassero le ipotesi generanti il piano B.
1. Se la terra trema non è utile sparare contro la terra.
E' vero che l' "attacco" viene dal sottosuolo, ma se sparate missili o bombe contro la terra, l'effetto si moltiplica, non si attenua.
2. Se un tramezzo cade, non usate il mitra contro il tramezzo.
E' vero che il pericolo viene dal tramezzo, ma se sparate contro di lui, questo accelererà la caduta.
3. Se il "Guerriero di Capestrano" si muove, non saltategli addosso buttandolo a terra per disarmarlo.
E' vero che appare pericolosamente armato, ma è inerme, e se invece di afferrarlo o buttarvi a terra voi per salvarlo attutendogli la caduta, gli saltereto addosso buttando lui per disarmarlo, finirete per distruggere uno dei simboli dell'Abruzzo, proveniente dalla nostra città di Aufinium e rappresentante uno dei nostri popoli avi.
4. Se scappate via cielo, avvertite prima la contraerea che siete voi!
5. Se scappate via terra, non intralciate le strade, servono per i soccorsi. Aspettate invece ore ed ore, prima o poi arriverà la protezione civile a montarvi una tendopoli per accogliervi.
6. Se vedete scene di panico, non sparate a caso contro tutto e tutti.
Se cecchini, servizi segreti, aerei, missili, elicotteri, carri armati, forze speciali continuano a sparare contro l'effetto panico, spareranno tutti contro tutti e finirete voi per ammazzare tutti.
7. A proposito, Presidente Obama, lei, individui prima una struttura portante, in caso di evento molto forte, si metta al riparo li. Finita la scossa controlli le scale, se sono ok scenda, altrimenti si metta al riparo e attenda i nostri straordinari Vigili del Fuoco. Se per caso invece scatta il panico dalla 1 alla 6, si nasconda e sfugga alla macchina infernale, enormemente più pericolosa del terremoto. A Lei teniamo molto, se vuole abbiamo qualche posto nei nostri camper.
venerdì 26 giugno 2009
Viabilità durante il G8
Il Prefetto della Provincia dell’Aquila
Viste le note Cat. A.4/Gab/G8/33/2009 del 30/05/2009 e Cat. A.4/Gab./G8/048/2009 del 17/06/2009 della Questura dell’Aquila con le quali sono state proposte misure interdittive alla circolazione stradale da attuarsi in occasione del Vertice Internazionale G8 previsto in L’Aquila dall’8 al 10 luglio p.v.;
Ritenuto che per motivi di sicurezza pubblica e per motivi inerenti alla sicurezza della circolazione si rende necessario sospendere temporaneamente la circolazione sulle strade di seguito indicate;
Visto l’articolo 6 del Codice della Strada;
O R D I N A
per motivi di ordine e sicurezza pubblica, dalle ore 7,00 del 5 luglio 2009 alle ore 12.00 dell’11 luglio 2009, le sotto indicate sospensioni temporanee della circolazione:
A. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), nonché della circolazione pedonale lungo:
1. Viale delle Fiamme Gialle, intero tratto;
2. Nuovo raccordo di collegamento tra l’Aeroporto di Preturo e Viale delle Fiamme Gialle;
3. Tutte le strade interpoderali adducenti al perimetro dell’Aeroporto di Preturo;
4. Via del Colatoio Seconda e relativi accessi sterrati adducenti a Viale delle Fiamme Gialle;
5. Via del Poppleto (tratto adducente al centro abitato di Coppito e tratto opposto in direzione S.S. 80);
6. Via Cerritola, intero tratto;
7. Via Cagnano, intero tratto;
8. Via Borgorose, intero tratto, fino all’intersezione con la S. R. 80 DIR Via Amiternina di Preturo;
9. Via San Vittorino, intero tratto;
10. Strade interpoderali che da Viale delle Fiamme Gialle adducono ad alcune abitazioni private;
11. Via del Campo, intero tratto;
12. Via Fontecchio, intero tratto;
13. Via Capitignano.
Sarà consentita la circolazione pedonale (ma non veicolare) esclusivamente a coloro che a vario titolo saranno muniti di apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8 nonchè ai residenti preventivamente censiti, muniti anch’essi dell’ apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8.
Detta circolazione avverrà lungo appositi corridoi di transito con accesso all’altezza della nuova rotonda posta all’intersezione della S.S.80 con Via Borsellino e Via Fermi.
Sarà altresì consentito, ai soli residenti muniti dell’anzidetto “badge” ed al personale dell’organizzazione, l’accesso a mezzo di apposito servizio di navette, ad orari prestabiliti e sotto il controllo delle Forze di Polizia, con partenza dall’ingresso di Viale delle Fiamme Gialle.
Sarà altresì consentito l’accesso veicolare a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità (preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8), al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
***
B. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), nonché della circolazione pedonale lungo:
1. S.S. 80, tratto compreso tra l’intersezione con la S.R. 80 DIR e l’intersezione con le Via E. Fermi e Borsellino (Centro Commerciale “Amiternum”);
2. S.P. 33 - Via Dell’Aringo – Via Preturo, tratto delimitato ad Ovest dall’incrocio con la S.R. 80 DIR e ad Est con l’inizio dell’abitato di Coppito all’altezza di Via Montagnino;
3. Via Borsellino, fino alla confluenza con la Via Vetoio.
4.
Sarà consentito il transito di navette della Società A.M.A. all’uopo predisposte.
Sarà consentito l’accesso pedonale (ma non veicolare), esclusivamente nei tratti immediatamente prospicienti le suddette vie, ai residenti, ai domiciliati, ai dimoranti di fatto ed agli esercenti attività lavorative preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8 nonché a coloro che devono assolvere a compiti di assistenza purché anch’essi preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti dell’anzidetto Passi Identificativo.
Sarà altresì consentito l’accesso veicolare e pedonale a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità (preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8) ed a coloro che, a qualunque titolo, saranno muniti del “badge” della Struttura di Missione G8 per l’accesso all’area dei lavori ed al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
C. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), lungo:
1. S.S. 80, tratto compreso tra l’intersezione con le Vie Enrico Fermi e Borsellino e la confluenza con l’uscita autostradale L’Aquila Ovest.
Sarà consentito il transito di navette della Società A.M.A. all’uopo predisposte.
Sarà, altresì, consentito l’accesso veicolare a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità, preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8, a coloro che, a qualunque titolo, saranno muniti di apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8 per l’accesso all’area dei lavori ed al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
D. interdizione della circolazione veicolare e pedonale, in concomitanza con l’arrivo e le partenze delle delegazioni, lungo:
1. SR 80 Dir – Via Amiternina, nel tratto compreso a nord della confluenza con la S.S. 80 e a sud di quella con la S.P. 33 – Via del Laringo – Via Preturo;
E. interdizione della circolazione di mezzi pesanti (7,5 t.) lungo:
1. Via Antica Arischia;
2. Via Enrico Fermi;
3. Via Giovanni Falcone;
4. Strada Provinciale di Preturo;
5. Via Borsellino, fino all’incrocio con la S.S. 80;
Sarà consentito l’accesso veicolare esclusivamente ai mezzi pesanti dell’Organizzazione del Vertice G8 muniti di “badge” ed ai mezzi pesanti delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico.
F. interdizione della circolazione delle greggi di animali lungo:
1. S.P. 33 – Via Del Laringo – Via Preturo, nel tratto compreso tra la S.R. 80 DIR ed il limite dell’abitato di Coppito - altezza Via Montagnino;
2. Viale delle Fiamme Gialle e strade ad essa adducenti.
G. circolazione delle betoniere addette al trasporto di materiali cementizi per il Progetto C.A.S.E..
Sarà, inoltre, consentito il traffico veicolare dei mezzi, anche pesanti, adibiti al trasporto di materiali cementizi per le realizzazioni del Progetto C.A.S.E. lungo il seguente itinerario:
Via Borsellino – Via Falcone in entrambi i sensi di marcia.
Tale facoltà è consentita a condizione che i predetti veicoli e i relativi conducenti siano muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8.
Le Forze di polizia sono incaricate di effettuare mirati servizi di controllo sui trasporti effettuati da tali veicoli.
***
Nell’intero arco delle 24 ore del periodo in questione (dalle ore 7,00 del 5 luglio 2009 alle ore 12.00 dell’11 luglio 2009), sarà predisposto, lungo le vie di seguito indicate, un servizio di navette scortate da equipaggi delle Forze di Polizia, per il trasporto dei residenti e degli esercenti interessati a raggiungere le località sottoposte alle interdizioni veicolari:
1. S.S. 80, intero tratto;
2. S.P. 33 – Via dell’Aringo – Via Preturo;
3. Viale delle Fiamme Gialle e strade adducenti.
Il Questore dell’Aquila è incaricato di sovrintendere all’esecuzione del presente provvedimento avvalendosi, per l’attuazione dei necessari interventi e servizi, del Corpo della Polizia Municipale dell’Aquila, nonché dei Corpi e Servizi di polizia locale di altri Enti locali che prestano la loro attività nella Provincia ai sensi delle vigenti disposizioni.
L’Aquila, 23 giugno 2009
Il Prefetto
(Gabrielli )
Viste le note Cat. A.4/Gab/G8/33/2009 del 30/05/2009 e Cat. A.4/Gab./G8/048/2009 del 17/06/2009 della Questura dell’Aquila con le quali sono state proposte misure interdittive alla circolazione stradale da attuarsi in occasione del Vertice Internazionale G8 previsto in L’Aquila dall’8 al 10 luglio p.v.;
Ritenuto che per motivi di sicurezza pubblica e per motivi inerenti alla sicurezza della circolazione si rende necessario sospendere temporaneamente la circolazione sulle strade di seguito indicate;
Visto l’articolo 6 del Codice della Strada;
O R D I N A
per motivi di ordine e sicurezza pubblica, dalle ore 7,00 del 5 luglio 2009 alle ore 12.00 dell’11 luglio 2009, le sotto indicate sospensioni temporanee della circolazione:
A. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), nonché della circolazione pedonale lungo:
1. Viale delle Fiamme Gialle, intero tratto;
2. Nuovo raccordo di collegamento tra l’Aeroporto di Preturo e Viale delle Fiamme Gialle;
3. Tutte le strade interpoderali adducenti al perimetro dell’Aeroporto di Preturo;
4. Via del Colatoio Seconda e relativi accessi sterrati adducenti a Viale delle Fiamme Gialle;
5. Via del Poppleto (tratto adducente al centro abitato di Coppito e tratto opposto in direzione S.S. 80);
6. Via Cerritola, intero tratto;
7. Via Cagnano, intero tratto;
8. Via Borgorose, intero tratto, fino all’intersezione con la S. R. 80 DIR Via Amiternina di Preturo;
9. Via San Vittorino, intero tratto;
10. Strade interpoderali che da Viale delle Fiamme Gialle adducono ad alcune abitazioni private;
11. Via del Campo, intero tratto;
12. Via Fontecchio, intero tratto;
13. Via Capitignano.
Sarà consentita la circolazione pedonale (ma non veicolare) esclusivamente a coloro che a vario titolo saranno muniti di apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8 nonchè ai residenti preventivamente censiti, muniti anch’essi dell’ apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8.
Detta circolazione avverrà lungo appositi corridoi di transito con accesso all’altezza della nuova rotonda posta all’intersezione della S.S.80 con Via Borsellino e Via Fermi.
Sarà altresì consentito, ai soli residenti muniti dell’anzidetto “badge” ed al personale dell’organizzazione, l’accesso a mezzo di apposito servizio di navette, ad orari prestabiliti e sotto il controllo delle Forze di Polizia, con partenza dall’ingresso di Viale delle Fiamme Gialle.
Sarà altresì consentito l’accesso veicolare a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità (preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8), al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
***
B. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), nonché della circolazione pedonale lungo:
1. S.S. 80, tratto compreso tra l’intersezione con la S.R. 80 DIR e l’intersezione con le Via E. Fermi e Borsellino (Centro Commerciale “Amiternum”);
2. S.P. 33 - Via Dell’Aringo – Via Preturo, tratto delimitato ad Ovest dall’incrocio con la S.R. 80 DIR e ad Est con l’inizio dell’abitato di Coppito all’altezza di Via Montagnino;
3. Via Borsellino, fino alla confluenza con la Via Vetoio.
4.
Sarà consentito il transito di navette della Società A.M.A. all’uopo predisposte.
Sarà consentito l’accesso pedonale (ma non veicolare), esclusivamente nei tratti immediatamente prospicienti le suddette vie, ai residenti, ai domiciliati, ai dimoranti di fatto ed agli esercenti attività lavorative preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8 nonché a coloro che devono assolvere a compiti di assistenza purché anch’essi preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti dell’anzidetto Passi Identificativo.
Sarà altresì consentito l’accesso veicolare e pedonale a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità (preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8) ed a coloro che, a qualunque titolo, saranno muniti del “badge” della Struttura di Missione G8 per l’accesso all’area dei lavori ed al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
C. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), lungo:
1. S.S. 80, tratto compreso tra l’intersezione con le Vie Enrico Fermi e Borsellino e la confluenza con l’uscita autostradale L’Aquila Ovest.
Sarà consentito il transito di navette della Società A.M.A. all’uopo predisposte.
Sarà, altresì, consentito l’accesso veicolare a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità, preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8, a coloro che, a qualunque titolo, saranno muniti di apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8 per l’accesso all’area dei lavori ed al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
D. interdizione della circolazione veicolare e pedonale, in concomitanza con l’arrivo e le partenze delle delegazioni, lungo:
1. SR 80 Dir – Via Amiternina, nel tratto compreso a nord della confluenza con la S.S. 80 e a sud di quella con la S.P. 33 – Via del Laringo – Via Preturo;
E. interdizione della circolazione di mezzi pesanti (7,5 t.) lungo:
1. Via Antica Arischia;
2. Via Enrico Fermi;
3. Via Giovanni Falcone;
4. Strada Provinciale di Preturo;
5. Via Borsellino, fino all’incrocio con la S.S. 80;
Sarà consentito l’accesso veicolare esclusivamente ai mezzi pesanti dell’Organizzazione del Vertice G8 muniti di “badge” ed ai mezzi pesanti delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico.
F. interdizione della circolazione delle greggi di animali lungo:
1. S.P. 33 – Via Del Laringo – Via Preturo, nel tratto compreso tra la S.R. 80 DIR ed il limite dell’abitato di Coppito - altezza Via Montagnino;
2. Viale delle Fiamme Gialle e strade ad essa adducenti.
G. circolazione delle betoniere addette al trasporto di materiali cementizi per il Progetto C.A.S.E..
Sarà, inoltre, consentito il traffico veicolare dei mezzi, anche pesanti, adibiti al trasporto di materiali cementizi per le realizzazioni del Progetto C.A.S.E. lungo il seguente itinerario:
Via Borsellino – Via Falcone in entrambi i sensi di marcia.
Tale facoltà è consentita a condizione che i predetti veicoli e i relativi conducenti siano muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8.
Le Forze di polizia sono incaricate di effettuare mirati servizi di controllo sui trasporti effettuati da tali veicoli.
***
Nell’intero arco delle 24 ore del periodo in questione (dalle ore 7,00 del 5 luglio 2009 alle ore 12.00 dell’11 luglio 2009), sarà predisposto, lungo le vie di seguito indicate, un servizio di navette scortate da equipaggi delle Forze di Polizia, per il trasporto dei residenti e degli esercenti interessati a raggiungere le località sottoposte alle interdizioni veicolari:
1. S.S. 80, intero tratto;
2. S.P. 33 – Via dell’Aringo – Via Preturo;
3. Viale delle Fiamme Gialle e strade adducenti.
Il Questore dell’Aquila è incaricato di sovrintendere all’esecuzione del presente provvedimento avvalendosi, per l’attuazione dei necessari interventi e servizi, del Corpo della Polizia Municipale dell’Aquila, nonché dei Corpi e Servizi di polizia locale di altri Enti locali che prestano la loro attività nella Provincia ai sensi delle vigenti disposizioni.
L’Aquila, 23 giugno 2009
Il Prefetto
(Gabrielli )
sabato 23 maggio 2009
Sorpresa.
Dopo 1 mese e mezzo tutti sono sorpresi di scoprire che, pur avendo un filo diretto con il sottoscritto, gli studenti della casa non comunicarono nè a me, nè ai rappresentanti, nè al cda alcuna delle loro preoccupazioni.
E' così. Questo che è raccontato come un'allarme megagalattico fu in realtà circoscritto al rapporto tra gli studenti e gli uffici.
Nessuno, nè gli uffici, nè gli studenti, comunicarono al cda alcunchè.
Forse non c'è stato il tempo, forse era un allarme "rientrato", forse è mancato un filo così. Ma questo è.
Altra sorpresa, evidentemente per chi ha cancellato la memoria degli anni: gli studenti erano ampiamente soddisfatti della struttura ed infatti chiedevano tutti la conferma. Naturalmente non c'entra nulla con le denunce nè con loro, è solo un ristabilire un patrimonio che è sempre stato comune. La Casa non era affatto un lager così come la si è voluta raccontare in questo mese e mezzo.
Altro, che attiene alle eventuali responsabilità, non c'entra nulla con questa storia.
A proposito, non solo io sento nell'aria un tentativo di "depistaggio"..., ma il tempo piano piano fa sgonfiare i palloni e lascia in prospettiva la ricerca delle cose reali...
E' così. Questo che è raccontato come un'allarme megagalattico fu in realtà circoscritto al rapporto tra gli studenti e gli uffici.
Nessuno, nè gli uffici, nè gli studenti, comunicarono al cda alcunchè.
Forse non c'è stato il tempo, forse era un allarme "rientrato", forse è mancato un filo così. Ma questo è.
Altra sorpresa, evidentemente per chi ha cancellato la memoria degli anni: gli studenti erano ampiamente soddisfatti della struttura ed infatti chiedevano tutti la conferma. Naturalmente non c'entra nulla con le denunce nè con loro, è solo un ristabilire un patrimonio che è sempre stato comune. La Casa non era affatto un lager così come la si è voluta raccontare in questo mese e mezzo.
Altro, che attiene alle eventuali responsabilità, non c'entra nulla con questa storia.
A proposito, non solo io sento nell'aria un tentativo di "depistaggio"..., ma il tempo piano piano fa sgonfiare i palloni e lascia in prospettiva la ricerca delle cose reali...
martedì 19 maggio 2009
L'Adsu e gli studenti universitari vittime della stessa indifferenza
Al Presidente della Regione Abruzzo dott. Gianni Chiodi
All'Assessore Regionale al Dir.studio dott. Paolo Gatti
Ai componenti il Cda dell'Adsu
e p.c.Al Rettore dell'Università dell'Aquila
Prof.Ferdinando di Orio
Al Direttore dell'Adsu dell'Aquila
dott. Luca Valente
Oggetto: Dimissioni da Presidente dell'Adsu dell'Aquila
Gentile Presidente, Gentile Assessore,
il 28 Gennaio del corrente anno, con lettera pubblica, chiedevo alla Regione di provvedere nel minor tempo possibile alla correzione della cifra in bilancio destinata alle Adsu e consigliavo a Voi stessi di nominare al più presto i nuovi componenti del Cda, quelli di competenza Regionale, e il nuovo Presidente, per mantenere per il minor tempo possibile il regime di “proroga” derivante dalla legge regionale sull'allineamento degli organi politici degli Enti (cd spoils system). Nel mese di Marzo la Regione ha scelto di prolungare i tempi della “proroga” e di prendere ulteriore tempo.
Ho riflettuto già allora sull'eventualità delle dimissioni per sbloccare la situazione e dare maggiore forza alla richiesta di maggiori finanziamenti.
Ne parlai sia con gli studenti, sia con la struttura amministrativa dell'Adsu.
Il rischio di un commissariamento dell'Ente con la perdita in particolare della rappresentanza studentesca, che da sempre ho ritenuto ineliminabile, e la necessità di approvare il Conto consuntivo mi hanno dissuaso e mi hanno spinto a dare stabilità amministrativa all'ente.
E' arrivata poi la terribile notte del 6 Aprile e la costante indifferenza della Regione Abruzzo nei confronti del Diritto agli Studi Universitari è diventata addirittura “negazione”.
Il ridicolo balletto della Regione sulla proprietà dello stabile ha aggiunto imbarazzo ad una tragedia che investiva studenti, operatori e l'Adsu nel suo complesso. Persino i Vigili del Fuoco, nel dover comunicare la necessità di una parziale demolizione dello stabile che ospitava l'Adsu e la storica Residenza, non hanno potuto trovare “il proprietario”, non hanno trovato altri oltre il sottoscritto con cui comunicare.
E' ora passato un mese e mezzo da quella notte:
1. abbiamo potuto leggere dai giornali che uno studio che giudicava con “criticità strutturali” lo stabile della Regione (non di uno sconosciuto), giaceva nei cassetti della Regione stessa, senza che l'Adsu, i suoi lavoratori, i suoi organi politici, gli studenti residenti e le centinaia di studenti che frequentavano la mensa, le sale e gli uffici allocati in Via XX Settembre ne avessero mai avuto comunicazione;
2. il Bilancio della Regione è stato approvato con quella vergognosa miseria iscritta al capitolo per le Adsu abruzzesi;
3. sono risultati vani tutti i tentativi, diretti e indiretti, per arrivare ad un incontro tra la Regione e l'Adsu al fine di affrontare la fase di emergenza, sia per la ripresa dell'attività amministrativa, sia per arrivare alle indispensabili modifiche (o deroghe) al Piano Regionale di indirizzo, che così come è non permette di affrontare alcuna delle emergenze che travolgono gli studenti, né per le borse di studio, né per i servizi.
Le dimissioni a pochi giorni dal terremoto potevano apparire esattamente nel solco del patetico balletto che la Regione stava inscenando.
Ho scelto di attendere, ho continuato anche in un momento difficilissimo come questo a cercare di essere ponte tra gli studenti e la struttura amministrativa dell'Adsu, in un contesto di scelte difficili per l'Università, ed ho continuato a chiedere ed attendere segni dalla Regione, che ad oggi, dal giorno del suo insediamento al governo della Regione Abruzzo, non un solo giorno si è interessata del diritto agli studi universitari.
La verità, purtroppo, è che in questa fase di grandissima difficoltà, è solo arrivata all'ennesima potenza il vero segno che la Regione Abruzzo ha dato negli anni verso il Diritto agli Studi Universitari: l'indifferenza.
Indifferenza il 6 Aprile, indifferenza prima, indifferenza dopo.
L'Adsu e gli studenti universitari sono stati e sono vittime della stessa diffusa indifferenza.
Gli studenti universitari dell'Aquila, quelli residenti negli alloggi come quelli non residenti, hanno lottato per anni per ottenere dalla Regione risorse paragonabili a quelle di altre Regioni italiane.
L'Adsu dell'Aquila negli anni ha fatto moltissimo per offrire borse di studio e servizi in un contesto di generale e diffusa indifferenza.
Lo rivendico per il Cda che ho avuto l'onore e l'onere di guidare e lo rivendico ringraziando l'abnegazione dei pur pochi dipendenti di un Ente che negli anni, non solo gli ultimi che ho vissuto da vicino, si è distinto nel panorama abruzzese e nazionale.
Il 6 Aprile si è chiuso un lento e difficile percorso nel peggiore dei modi, con la tragedia che ha visto morire 7 studenti ed un operatore, 8 ragazzi cui va continuamente il mio pensiero e alle cui famiglie va il mio doloroso cordoglio.
Non tocca alla politica, ma all'autorità competente, individuare cause ed eventuali responsabilità giudiziarie, per cui non mi soffermerò su questo.
Alla politica tocca però continuare ad assolvere alle proprie inderogabili responsabilità. Gli studenti dell'Università dell'Aquila hanno bisogno di scelte immediate e di scelte strategiche.
I servizi gratuiti per gli idonei alle borse di studio, ma non usufruibili, vanno rimborsati, le borse di studio vanno pagate al più presto, la verifica dei crediti ex-post deve essere sospesa e l'idoneità alle borse va confermata, i servizi devono essere via via riattivati.
Gli studenti hanno bisogno di risposte vere: norme, strutture e risorse.
Poi c'è la città dell'Aquila, che ha ora bisogno di una legge regionale che la trasformi in Centro Residenziale per gli Studi Universitari e Superiori.
Lo si può fare da subito, grazie all'accordo sulla Reiss Romoli, con una gestione parziale e condivisa di parti della Caserma della Guardia di Finanza, con una progressiva trasformazione della Caserma Pasquali-Campomizzi a vero Centro Residenziale Universitario.
Continuerò a lottare per questo obiettivo, al servizio e per il progetto di L'Aquila Città Universitaria, ma non fungerò un minuto di più da copertura dei ritardi e dei silenzi di una Regione ad oggi inadempiente, che sta di fatto, mi auguro non consapevolmente, agevolando la frammentazione dell'Università dell'Aquila; né fungerò un minuto di più da parafulmine per chi pensa autonomamente di improvvisare dal nulla tante piccole cittadine universitarie.
Nella speranza che queste dimissioni siano utili a sbloccare la situazione di stallo e che la Regione da oggi possa dare priorità alle politiche per il Diritto agli Studi Universitari.
Con Cordialità,
L'Aquila 19 Maggio 2009
Luca D'Innocenzo
All'Assessore Regionale al Dir.studio dott. Paolo Gatti
Ai componenti il Cda dell'Adsu
e p.c.Al Rettore dell'Università dell'Aquila
Prof.Ferdinando di Orio
Al Direttore dell'Adsu dell'Aquila
dott. Luca Valente
Oggetto: Dimissioni da Presidente dell'Adsu dell'Aquila
Gentile Presidente, Gentile Assessore,
il 28 Gennaio del corrente anno, con lettera pubblica, chiedevo alla Regione di provvedere nel minor tempo possibile alla correzione della cifra in bilancio destinata alle Adsu e consigliavo a Voi stessi di nominare al più presto i nuovi componenti del Cda, quelli di competenza Regionale, e il nuovo Presidente, per mantenere per il minor tempo possibile il regime di “proroga” derivante dalla legge regionale sull'allineamento degli organi politici degli Enti (cd spoils system). Nel mese di Marzo la Regione ha scelto di prolungare i tempi della “proroga” e di prendere ulteriore tempo.
Ho riflettuto già allora sull'eventualità delle dimissioni per sbloccare la situazione e dare maggiore forza alla richiesta di maggiori finanziamenti.
Ne parlai sia con gli studenti, sia con la struttura amministrativa dell'Adsu.
Il rischio di un commissariamento dell'Ente con la perdita in particolare della rappresentanza studentesca, che da sempre ho ritenuto ineliminabile, e la necessità di approvare il Conto consuntivo mi hanno dissuaso e mi hanno spinto a dare stabilità amministrativa all'ente.
E' arrivata poi la terribile notte del 6 Aprile e la costante indifferenza della Regione Abruzzo nei confronti del Diritto agli Studi Universitari è diventata addirittura “negazione”.
Il ridicolo balletto della Regione sulla proprietà dello stabile ha aggiunto imbarazzo ad una tragedia che investiva studenti, operatori e l'Adsu nel suo complesso. Persino i Vigili del Fuoco, nel dover comunicare la necessità di una parziale demolizione dello stabile che ospitava l'Adsu e la storica Residenza, non hanno potuto trovare “il proprietario”, non hanno trovato altri oltre il sottoscritto con cui comunicare.
E' ora passato un mese e mezzo da quella notte:
1. abbiamo potuto leggere dai giornali che uno studio che giudicava con “criticità strutturali” lo stabile della Regione (non di uno sconosciuto), giaceva nei cassetti della Regione stessa, senza che l'Adsu, i suoi lavoratori, i suoi organi politici, gli studenti residenti e le centinaia di studenti che frequentavano la mensa, le sale e gli uffici allocati in Via XX Settembre ne avessero mai avuto comunicazione;
2. il Bilancio della Regione è stato approvato con quella vergognosa miseria iscritta al capitolo per le Adsu abruzzesi;
3. sono risultati vani tutti i tentativi, diretti e indiretti, per arrivare ad un incontro tra la Regione e l'Adsu al fine di affrontare la fase di emergenza, sia per la ripresa dell'attività amministrativa, sia per arrivare alle indispensabili modifiche (o deroghe) al Piano Regionale di indirizzo, che così come è non permette di affrontare alcuna delle emergenze che travolgono gli studenti, né per le borse di studio, né per i servizi.
Le dimissioni a pochi giorni dal terremoto potevano apparire esattamente nel solco del patetico balletto che la Regione stava inscenando.
Ho scelto di attendere, ho continuato anche in un momento difficilissimo come questo a cercare di essere ponte tra gli studenti e la struttura amministrativa dell'Adsu, in un contesto di scelte difficili per l'Università, ed ho continuato a chiedere ed attendere segni dalla Regione, che ad oggi, dal giorno del suo insediamento al governo della Regione Abruzzo, non un solo giorno si è interessata del diritto agli studi universitari.
La verità, purtroppo, è che in questa fase di grandissima difficoltà, è solo arrivata all'ennesima potenza il vero segno che la Regione Abruzzo ha dato negli anni verso il Diritto agli Studi Universitari: l'indifferenza.
Indifferenza il 6 Aprile, indifferenza prima, indifferenza dopo.
L'Adsu e gli studenti universitari sono stati e sono vittime della stessa diffusa indifferenza.
Gli studenti universitari dell'Aquila, quelli residenti negli alloggi come quelli non residenti, hanno lottato per anni per ottenere dalla Regione risorse paragonabili a quelle di altre Regioni italiane.
L'Adsu dell'Aquila negli anni ha fatto moltissimo per offrire borse di studio e servizi in un contesto di generale e diffusa indifferenza.
Lo rivendico per il Cda che ho avuto l'onore e l'onere di guidare e lo rivendico ringraziando l'abnegazione dei pur pochi dipendenti di un Ente che negli anni, non solo gli ultimi che ho vissuto da vicino, si è distinto nel panorama abruzzese e nazionale.
Il 6 Aprile si è chiuso un lento e difficile percorso nel peggiore dei modi, con la tragedia che ha visto morire 7 studenti ed un operatore, 8 ragazzi cui va continuamente il mio pensiero e alle cui famiglie va il mio doloroso cordoglio.
Non tocca alla politica, ma all'autorità competente, individuare cause ed eventuali responsabilità giudiziarie, per cui non mi soffermerò su questo.
Alla politica tocca però continuare ad assolvere alle proprie inderogabili responsabilità. Gli studenti dell'Università dell'Aquila hanno bisogno di scelte immediate e di scelte strategiche.
I servizi gratuiti per gli idonei alle borse di studio, ma non usufruibili, vanno rimborsati, le borse di studio vanno pagate al più presto, la verifica dei crediti ex-post deve essere sospesa e l'idoneità alle borse va confermata, i servizi devono essere via via riattivati.
Gli studenti hanno bisogno di risposte vere: norme, strutture e risorse.
Poi c'è la città dell'Aquila, che ha ora bisogno di una legge regionale che la trasformi in Centro Residenziale per gli Studi Universitari e Superiori.
Lo si può fare da subito, grazie all'accordo sulla Reiss Romoli, con una gestione parziale e condivisa di parti della Caserma della Guardia di Finanza, con una progressiva trasformazione della Caserma Pasquali-Campomizzi a vero Centro Residenziale Universitario.
Continuerò a lottare per questo obiettivo, al servizio e per il progetto di L'Aquila Città Universitaria, ma non fungerò un minuto di più da copertura dei ritardi e dei silenzi di una Regione ad oggi inadempiente, che sta di fatto, mi auguro non consapevolmente, agevolando la frammentazione dell'Università dell'Aquila; né fungerò un minuto di più da parafulmine per chi pensa autonomamente di improvvisare dal nulla tante piccole cittadine universitarie.
Nella speranza che queste dimissioni siano utili a sbloccare la situazione di stallo e che la Regione da oggi possa dare priorità alle politiche per il Diritto agli Studi Universitari.
Con Cordialità,
L'Aquila 19 Maggio 2009
Luca D'Innocenzo
martedì 5 maggio 2009
La lunga storia degli studi all'Aquila ha radici nel XV secolo. Ma il nucleo di quello che poi divenne l'Università dell'Aquila è nel dopoguerra ed è dovuto a volontà endogene. Fu la municipalità e la città ad investire e costruire la Libera Università dell'Aquila, che solo 30 anni fa ha avuto i percorsi della statizzazione.
L'Università dell'Aquila nasce per esigenze, volontà, ambizioni, opportunità della Città dell'Aquila e dei suoi cittadini.
Noi aquilani siamo così, non cancelliamo mai le nostre radici, nè permettiamo di farlo a 30 terribili secondi.
Le comprensibili richieste, legate a percorsi e progetti individuali, non possono non fare i conti con questo.
Vale per la ricostruzione della nostra città, vale per chi pensa di spostare il capoluogo di regione, vale per l'Università dell'Aquila, che, non servirebbe dirlo, non può che essere Università dell'Aquila.
Non sfugge, non può certo sfuggire a me, che negli ultimi 3 lustri, via via, l'Università dell'Aquila è stata l'àncora della città senza che la città la sentisse propriamente sua.
Non può sfuggire a me, come non sfugge ai pochi, non molti, che hanno in questi 3 lustri costruito un percorso, che L'Aquila in crisi, di fronte all'Università in espansione, è stata una città matrigna.
Noi però, piano piano abbiamo costruito un percorso di cittadinanza degli studenti, testardamente, prima in pochi, il 5 Aprile in tanti; all'inizio parlando al vento, il 5 Aprile avendo via via ideato, costruito, progettato, percorsi e spazi di cittadinanza studentesca.
L'Aquila è stata una città matrigna per molti aspetti, ma allo stesso tempo L'Aquila, non altre, è stata una città dove piano piano abbiamo costruito comunque, una città universitaria.
All'Aquila abbiamo avuto, come altrove credetemi, i padroni di casa ignavi, sordi, ciechi, persino nella tragedia spariti. Ma sempre all'Aquila abbiamo avuto proprietari di casa accorsi a scavare. E abbiamo avuto aquilani il cui pensiero è stato, prima, durante lo sciame, durante, nelle ore dei soccorsi e dopo agli studenti. Sono aquilani i sordi, ma siamo aquilani anche noi.
All'Aquila abbiamo avuto, non altrove, percorsi di miglioramento della condizione degli studenti, nonostante una ampia sordità.
In fondo solo all'Aquila abbiamo costruito percorsi di lotta, di rivendicazione e di costruzione della città universitaria, contro molti, non certo in altri luoghi d'Abruzzo. All'Aquila c'è stata la lotta, la protesta, la piattaforma, i sit-in, i cortei e i blitz, ma sono stati all'Aquila perchè solo L'Aquila è stata Universitaria, nel resto d'Abruzzo è stato il silenzio, il vuoto, il nulla.
L'Aquila è stata si matrigna, ma è l'Abruzzo ad essere stato figlicidio.
Chi oggi lo dimentica non fa solo un errore, commette un altro delitto.
Non altrove, solo all'Aquila, si è combattuto per gli alloggi, per i trasporti, per le mense, per le borse, per gli spazi studio, per gli spazi svago, per gli sconti etc...etc...
L'Aquila è stata matrigna, ma è stata universitaria e per questo il conflitto l'ha avuto dentro, l'ha cambiata, l'ha piano piano migliorata.
L'Abruzzo non è stato.
E' un mese che piangiamo i nostri morti.
Non so quanti altri possano sentire come nostri tutti i morti aquilani e tutti gli studenti morti.
Noi, io e non solo io, sentiamo tutte le vittime come nostre.
Io li piango tutti, perchè sono tutti stati i miei concittadini.
Perchè la mia città è stata L'Aquila e la mia città è stata l'Università dell'Aquila. Perchè la mia città è L'Aquila e la sua Università. E' l'Università dell'Aquila e la sua città.
Chi pensa che altrove sarà possibile trovare l'Università dell'Aquila si illude.
La felicità e la tragedia oggi non sono separabili.
E non sono separabili la città dell'Aquila e l'Università dell'Aquila.
Sono solo separabili le storie individuali dalle storie collettive.
L'Università dell'Aquila nasce per esigenze, volontà, ambizioni, opportunità della Città dell'Aquila e dei suoi cittadini.
Noi aquilani siamo così, non cancelliamo mai le nostre radici, nè permettiamo di farlo a 30 terribili secondi.
Le comprensibili richieste, legate a percorsi e progetti individuali, non possono non fare i conti con questo.
Vale per la ricostruzione della nostra città, vale per chi pensa di spostare il capoluogo di regione, vale per l'Università dell'Aquila, che, non servirebbe dirlo, non può che essere Università dell'Aquila.
Non sfugge, non può certo sfuggire a me, che negli ultimi 3 lustri, via via, l'Università dell'Aquila è stata l'àncora della città senza che la città la sentisse propriamente sua.
Non può sfuggire a me, come non sfugge ai pochi, non molti, che hanno in questi 3 lustri costruito un percorso, che L'Aquila in crisi, di fronte all'Università in espansione, è stata una città matrigna.
Noi però, piano piano abbiamo costruito un percorso di cittadinanza degli studenti, testardamente, prima in pochi, il 5 Aprile in tanti; all'inizio parlando al vento, il 5 Aprile avendo via via ideato, costruito, progettato, percorsi e spazi di cittadinanza studentesca.
L'Aquila è stata una città matrigna per molti aspetti, ma allo stesso tempo L'Aquila, non altre, è stata una città dove piano piano abbiamo costruito comunque, una città universitaria.
All'Aquila abbiamo avuto, come altrove credetemi, i padroni di casa ignavi, sordi, ciechi, persino nella tragedia spariti. Ma sempre all'Aquila abbiamo avuto proprietari di casa accorsi a scavare. E abbiamo avuto aquilani il cui pensiero è stato, prima, durante lo sciame, durante, nelle ore dei soccorsi e dopo agli studenti. Sono aquilani i sordi, ma siamo aquilani anche noi.
All'Aquila abbiamo avuto, non altrove, percorsi di miglioramento della condizione degli studenti, nonostante una ampia sordità.
In fondo solo all'Aquila abbiamo costruito percorsi di lotta, di rivendicazione e di costruzione della città universitaria, contro molti, non certo in altri luoghi d'Abruzzo. All'Aquila c'è stata la lotta, la protesta, la piattaforma, i sit-in, i cortei e i blitz, ma sono stati all'Aquila perchè solo L'Aquila è stata Universitaria, nel resto d'Abruzzo è stato il silenzio, il vuoto, il nulla.
L'Aquila è stata si matrigna, ma è l'Abruzzo ad essere stato figlicidio.
Chi oggi lo dimentica non fa solo un errore, commette un altro delitto.
Non altrove, solo all'Aquila, si è combattuto per gli alloggi, per i trasporti, per le mense, per le borse, per gli spazi studio, per gli spazi svago, per gli sconti etc...etc...
L'Aquila è stata matrigna, ma è stata universitaria e per questo il conflitto l'ha avuto dentro, l'ha cambiata, l'ha piano piano migliorata.
L'Abruzzo non è stato.
E' un mese che piangiamo i nostri morti.
Non so quanti altri possano sentire come nostri tutti i morti aquilani e tutti gli studenti morti.
Noi, io e non solo io, sentiamo tutte le vittime come nostre.
Io li piango tutti, perchè sono tutti stati i miei concittadini.
Perchè la mia città è stata L'Aquila e la mia città è stata l'Università dell'Aquila. Perchè la mia città è L'Aquila e la sua Università. E' l'Università dell'Aquila e la sua città.
Chi pensa che altrove sarà possibile trovare l'Università dell'Aquila si illude.
La felicità e la tragedia oggi non sono separabili.
E non sono separabili la città dell'Aquila e l'Università dell'Aquila.
Sono solo separabili le storie individuali dalle storie collettive.
martedì 28 aprile 2009
Sisma-pacs
Nel dare i contributi agli sfollati che hanno provveduto autonomamente ad una sistemazione a seguito del sisma del 6 Aprile, il governo scopre finalmente le virtù della convivenza.
I nuclei familiari infatti vengono rimborsati fino a 400 euro a mese, i singoli fino a 200 euro a mese.
Le convivenze però vengono equiparate ai nuclei familiari. In questo modo 2 conviventi riceveranno 200 euro complessivamente, comee coppia, e non 200 cadauno.
L'emergenza rende visibile il naturale, una convivenza non è dissimile da un nucleo familiare.
I nuclei familiari infatti vengono rimborsati fino a 400 euro a mese, i singoli fino a 200 euro a mese.
Le convivenze però vengono equiparate ai nuclei familiari. In questo modo 2 conviventi riceveranno 200 euro complessivamente, comee coppia, e non 200 cadauno.
L'emergenza rende visibile il naturale, una convivenza non è dissimile da un nucleo familiare.
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