Al Sindaco dell’Aquila
dott. Massimo Cialente
Al Segretario Generale del Comune dell’Aquila
dott. Vincenzo Montillo
e p.c.
Ai componenti la Giunta Comunale dell’Aquila
Al Presidente del Consiglio Comunale dell’Aquila
avv. Carlo Benedetti
Oggetto: dimissioni da Assessore al Comune dell’Aquila
Egregio Sindaco, caro Massimo,
so bene che l’avviso di garanzia è un atto che un amministratore pubblico può incontrare nella sua attività, anche quando è nella certezza del proprio corretto svolgimento dell’azione politico-amministrativa, così come so bene che in questo specifico caso l’indagine nulla ha a che vedere con il ruolo di assessore nella Giunta Comunale dell’Aquila.
Ho dedicato questi mesi testardamente alla città e in particolare alle persone che l’hanno vissuta e che continuano a lottare per viverla; come sempre ho esercitato fino in fondo le responsabilità che le deleghe attribuitemi solo due settimane prima del sisma comportavano, deleghe pesantissime in un tale contesto.
Anche quando l’animo era più travolto, ho esercitato, bene o male non tocca a me dirlo, responsabilità delicatissime, nella stragrande maggioranza del tempo in silenzio, in un continuo, non sempre facile, ma proficuo rapporto con il Dipartimento della Protezione Civile e con gli altri soggetti istituzionali coinvolti.
Nell’avviso di garanzia mi si comunica di essere indagato, in qualità di Presidente dell’Adsu, carica da me ricoperta a partire da fine aprile 2006: per aver omesso “di vigilare sulla rispondenza dell’edificio alla destinazione” (destinazione definita da atti e ristrutturazioni avvenute dal 1977 al 1982, n.d.r.); per aver omesso “di vigilare sulla adeguatezza statica e sismica delle strutture dell’edificio sia in relazione alla originaria consistenza strutturale” (costruzione avvenuta nel 1965 n.d.r.), perché “sia in relazione agli interventi succedutisi nel corso degli anni” (1977-1982, 1998-2002 n.d.r.); “non garantiva a fronte di tutti i detti lavori di manutenzione straordinaria recupero o ristrutturazione il rispetto delle esigenze relative alla sicurezza e alla prevenzione antisismica”
Naturalmente il tempo aiuterà a far emergere ruoli, competenze, date, fatti e realtà, ma in questi casi non basta la propria assoluta certezza, conta anche la fiducia dei cittadini nell’istituzione, fiducia che la notificazione di garanzia, anche per quello che negli anni è diventato questo atto nell’immaginario collettivo, potrebbe mettere a repentaglio.
So bene che il ruolo che attualmente ricopro, comporta delicatissime responsabilità, per questo mi è chiaro che bisogna impedire stravolgimenti dei percorsi amministrativi avviati, ma è indispensabile altresì che questi percorsi, che sono tutti frutto del confronto tra Comune e Protezione Civile, debbano essere seguiti con il massimo della forza, della responsabilità e della fiducia.
Un mio automatico proseguire solo in considerazione dell’emergenza può sfilacciare un rapporto di fiducia verso l’istituzione municipale che è indispensabile salvaguardare.
In una fase di strutture istituzionali, politiche e sociali particolarmente deboli, cui si aggiungono le difficoltà organizzative e gestionali della macchina comunale, la fiducia verso il Sindaco diviene tassello cruciale di una tenuta civica di una comunità e per questo, l’oggetto vero di queste dimissioni è la salvaguardia della Tua figura, in un momento così delicato per la città e per la comunità aquilana, lasciando dunque a te, e al confronto con le forze politiche, la completa libertà di una piena determinazione.
Nel ringraziarti, saluto Te, la Giunta ed il Consiglio Comunale augurando a Voi tutti, per il bene collettivo, il miglior lavoro possibile.
L’Aquila 23 Ottobre 2009
Luca D’Innocenzo
L'Aquila, 06 Aprile 2009
Le parti del nostro animo che la guerra ci ha strappato, ritorneranno al focolare.
sabato 24 ottobre 2009
domenica 18 ottobre 2009
Un fotogramma o una storia.
E' un dolore lancinante.
E' una vita intera che mi attraversa, quella passata e quella, incredibilmente imprevedebile, futura. Un san Luca che, in ogni caso, accompagna la chiusura per sempre di una vita, senza sapere quella che si aprirà, se mai ce ne sarà ancora una da aprire.
Avrei da scrivere moltissimo, da raccontare al mondo che si affaccia all'improvviso su di noi, cosa siamo stati prima, cosa siamo stati durante, cosa siamo stati dopo.
Vorrei raccontare la valanga di ipocrisia di chi si gira dall'altra parte e di chi guarda con sprezzante e disprezzante distacco.
Il 6 Aprile la nostra amata terra non ha retto più e un "blocco di crosta terrestre a Sud Ovest del piano ha scorso verso il basso di circa 90 centimetri e ha causato in superficie l’abbassamento del suolo". Otto km di rottura in superficie, 25 km di rottura in profondità. Motodi scorrimento veloce, piano di scorrimento lunghissimo, accelerazione impressionante, piano di faglia in profondità sotto la città, in superficie tra San Gregorio e Paganica. Un boato e poi mille boati. Una scossa e poi migliaia di scosse. Un urlo e poi migliaia di urla, il sangue, le lacrime, le macerie, le pietre, i ragazzi, gli elenchi, le ricerche, le attese, le vite individuali e le vite collettive, gli spot, i salvatori della patria e i contro, gli speculatori ed i loro speculari speculatori, il gas, l'acqua, le tende, le notti, gli avvoltoi di stato, i locali avvoltoi di professione, gli avvoltoi per indelebile malata perversione.
Crepe profonde. Collassi imprevisti. Sconquassi improvvisi.
Cave, caverne, caveau, Tian, gli Orti, Piccinato, il 75, i Peep, lo Stockel.
Dove i pannelli solari diventano scoop, mentre protezione civile regionale e genio civile provinciale scompaiono sotto traccia, tra ruoli commissariali e mazzi di fiori.
Una città classificata negli edifici e per qualcuno anche nei morti, a,b,c,d,e,f, con strutture provvisorie in sigle, c.a.s.e., m.a.p., m.a.r., m.u.s.p. e 4000 persone ancora nelle tende.
Una città dove i sindacati scompaiono quando non si trasformano in pro-loco di quartiere e che dimenticano i silenzi, il "ci sono altre priorità", l'indiffirenza di fronte a lustri di lotte.
Una città dove quasi tutti continuano a rivolgersi, anche per il ripartire, alle responsabilità altrui, non interrogando mai le proprie, che forse ignorano di avere, non avendo compreso i ruoli di tutti i nodi nel costruire una polis.
Una città dove orgogliosi, tenaci e coraggiosi cittadini vengono oscurati da furbi, furbastri e furbetti.
Una città con quasi tutti con gli indici dispiegati, troppo pochi con le maniche rialzate e sempre gli stessi con gli affari in cartellina.
Una città che ha un cuore straziato e puntellato, ed un cervello con spazi sinaptici "sbracati" in un territorio sempre più allungato.
Ed un mondo che si affaccia sull'Aquila attraverso estemporanee finestre, alla ricerca di un fotogramma che gli racconti una qualsiasi verità, senza sapere quella che invece è una storia, una lunga e straziante storia collettiva.
C'è la neve sul Gran Sasso, la nostra gelida acqua è come sempre abbondante, lo zafferano aspetta impaziente un raggio di sole caldo per farsi vedere, in questo assurdo duemilanove, in questo san Luca, ennesimo giorno d'emergenza, in attesa di un diverso domani.
E' una vita intera che mi attraversa, quella passata e quella, incredibilmente imprevedebile, futura. Un san Luca che, in ogni caso, accompagna la chiusura per sempre di una vita, senza sapere quella che si aprirà, se mai ce ne sarà ancora una da aprire.
Avrei da scrivere moltissimo, da raccontare al mondo che si affaccia all'improvviso su di noi, cosa siamo stati prima, cosa siamo stati durante, cosa siamo stati dopo.
Vorrei raccontare la valanga di ipocrisia di chi si gira dall'altra parte e di chi guarda con sprezzante e disprezzante distacco.
Il 6 Aprile la nostra amata terra non ha retto più e un "blocco di crosta terrestre a Sud Ovest del piano ha scorso verso il basso di circa 90 centimetri e ha causato in superficie l’abbassamento del suolo". Otto km di rottura in superficie, 25 km di rottura in profondità. Motodi scorrimento veloce, piano di scorrimento lunghissimo, accelerazione impressionante, piano di faglia in profondità sotto la città, in superficie tra San Gregorio e Paganica. Un boato e poi mille boati. Una scossa e poi migliaia di scosse. Un urlo e poi migliaia di urla, il sangue, le lacrime, le macerie, le pietre, i ragazzi, gli elenchi, le ricerche, le attese, le vite individuali e le vite collettive, gli spot, i salvatori della patria e i contro, gli speculatori ed i loro speculari speculatori, il gas, l'acqua, le tende, le notti, gli avvoltoi di stato, i locali avvoltoi di professione, gli avvoltoi per indelebile malata perversione.
Crepe profonde. Collassi imprevisti. Sconquassi improvvisi.
Cave, caverne, caveau, Tian, gli Orti, Piccinato, il 75, i Peep, lo Stockel.
Dove i pannelli solari diventano scoop, mentre protezione civile regionale e genio civile provinciale scompaiono sotto traccia, tra ruoli commissariali e mazzi di fiori.
Una città classificata negli edifici e per qualcuno anche nei morti, a,b,c,d,e,f, con strutture provvisorie in sigle, c.a.s.e., m.a.p., m.a.r., m.u.s.p. e 4000 persone ancora nelle tende.
Una città dove i sindacati scompaiono quando non si trasformano in pro-loco di quartiere e che dimenticano i silenzi, il "ci sono altre priorità", l'indiffirenza di fronte a lustri di lotte.
Una città dove quasi tutti continuano a rivolgersi, anche per il ripartire, alle responsabilità altrui, non interrogando mai le proprie, che forse ignorano di avere, non avendo compreso i ruoli di tutti i nodi nel costruire una polis.
Una città dove orgogliosi, tenaci e coraggiosi cittadini vengono oscurati da furbi, furbastri e furbetti.
Una città con quasi tutti con gli indici dispiegati, troppo pochi con le maniche rialzate e sempre gli stessi con gli affari in cartellina.
Una città che ha un cuore straziato e puntellato, ed un cervello con spazi sinaptici "sbracati" in un territorio sempre più allungato.
Ed un mondo che si affaccia sull'Aquila attraverso estemporanee finestre, alla ricerca di un fotogramma che gli racconti una qualsiasi verità, senza sapere quella che invece è una storia, una lunga e straziante storia collettiva.
C'è la neve sul Gran Sasso, la nostra gelida acqua è come sempre abbondante, lo zafferano aspetta impaziente un raggio di sole caldo per farsi vedere, in questo assurdo duemilanove, in questo san Luca, ennesimo giorno d'emergenza, in attesa di un diverso domani.
sabato 25 luglio 2009
Lettera a Bertolaso - proposta di modifiche di ordinanze.
Al Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidena del Consiglio dei Ministri e Commissario delegato per l'emergenza.
dott. Guido Bertolaso
Oggetto: richiesta integrazioni in ordinanza
Illustrissimo dott. Bertolaso,
al fine di favorire il rientro nella città dell'Aquila delle migliaia di sfollati e di evitare fenomeni di dispendio di risorse pubbliche, si richiedono le seguenti modifiche agli interventi messi in atto, attraverso specifiche norme in ordinanza. In particolare:
a)specifica dei Comuni esterni alla Regione Abruzzo, ove è possibile alloggiare con affitto a carico della Protezione Civile. In particolare si chiede che siano si considerati territori esterni alla Regione, ma che gli stessi siano compatibili con la pendolarità verso la città dell'Aquila e si eviti l'incentivo di affitti in luoghi particolarmente lontani o con mercati immobiliari assolutamente superiori ai prezzi fissati dalla protezione civile.
Cosi come oggi inteso (regioni limitrofe), lo strumento rischia di essere “normalmente” utilizzato per pagarsi un fitto finalizzato ad una stabile dimora per attività (studio o lavoro) presso città differenti da quella dell'Aquila.
In particolare si ritiene che, fuori dalla Regione Abruzzo, siano da considerare luoghi utili per fitti a carico della protezione civile esclusivamente i Comuni siti nella Provincia di Rieti e i seguenti nelle Provincie di Ascoli Piceno e Roma: Acquasanta Terme, Acquaviva Picena, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Folignano, Monteprandone, S.Benedetto del Tronto, Spinatoli, (AP); Agosta, Arsoli, Camerata Nuova, Cervara di Roma, Mandela, Marano Equo, Riofreddo, Subiaco, Vicovaro (Rm).
b)specifica circa la possibilità che l'affitto a carico della protezione civile sarà estendibile oltre i 6 mesi per le case classificate B e C.
Questa specifica si ritiene utile anche in considerazione del fatto che non è prevista la possibilità di assegnazione degli alloggi durevoli ai cittadini aventi abitazione classificata B o C e che sono estremamente diffusi i casi di classificazioni con B e C che risultano avere tempi per i lavori che rendono impossibile un rapido recupero delle agibilità.
Si ritiene inoltre, anche per incentivare l'uso dello strumento degli affitti, che sia da estendere oltre i 18 mesi la durata per i nuclei aventi abitazione classificata E.
c)aumento della cifra corrispondente al Contributo di Autonoma Sistemazione. Questo intervento, oltre a favorire la scelta di autonoma sistemazione, decisamente più economica dell'uso di strutture alberghiere e residenziali, incentiverebbe anche lo strumento dell'ospitalità attraverso la coabitazione con nuclei familiari aventi abitazioni agibili.
L'Aquila, 23 Luglio 2009 L'Assessore alle Politiche sociali
con delega alle politiche abitative.
(Luca D'Innocenzo)
dott. Guido Bertolaso
Oggetto: richiesta integrazioni in ordinanza
Illustrissimo dott. Bertolaso,
al fine di favorire il rientro nella città dell'Aquila delle migliaia di sfollati e di evitare fenomeni di dispendio di risorse pubbliche, si richiedono le seguenti modifiche agli interventi messi in atto, attraverso specifiche norme in ordinanza. In particolare:
a)specifica dei Comuni esterni alla Regione Abruzzo, ove è possibile alloggiare con affitto a carico della Protezione Civile. In particolare si chiede che siano si considerati territori esterni alla Regione, ma che gli stessi siano compatibili con la pendolarità verso la città dell'Aquila e si eviti l'incentivo di affitti in luoghi particolarmente lontani o con mercati immobiliari assolutamente superiori ai prezzi fissati dalla protezione civile.
Cosi come oggi inteso (regioni limitrofe), lo strumento rischia di essere “normalmente” utilizzato per pagarsi un fitto finalizzato ad una stabile dimora per attività (studio o lavoro) presso città differenti da quella dell'Aquila.
In particolare si ritiene che, fuori dalla Regione Abruzzo, siano da considerare luoghi utili per fitti a carico della protezione civile esclusivamente i Comuni siti nella Provincia di Rieti e i seguenti nelle Provincie di Ascoli Piceno e Roma: Acquasanta Terme, Acquaviva Picena, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Folignano, Monteprandone, S.Benedetto del Tronto, Spinatoli, (AP); Agosta, Arsoli, Camerata Nuova, Cervara di Roma, Mandela, Marano Equo, Riofreddo, Subiaco, Vicovaro (Rm).
b)specifica circa la possibilità che l'affitto a carico della protezione civile sarà estendibile oltre i 6 mesi per le case classificate B e C.
Questa specifica si ritiene utile anche in considerazione del fatto che non è prevista la possibilità di assegnazione degli alloggi durevoli ai cittadini aventi abitazione classificata B o C e che sono estremamente diffusi i casi di classificazioni con B e C che risultano avere tempi per i lavori che rendono impossibile un rapido recupero delle agibilità.
Si ritiene inoltre, anche per incentivare l'uso dello strumento degli affitti, che sia da estendere oltre i 18 mesi la durata per i nuclei aventi abitazione classificata E.
c)aumento della cifra corrispondente al Contributo di Autonoma Sistemazione. Questo intervento, oltre a favorire la scelta di autonoma sistemazione, decisamente più economica dell'uso di strutture alberghiere e residenziali, incentiverebbe anche lo strumento dell'ospitalità attraverso la coabitazione con nuclei familiari aventi abitazioni agibili.
L'Aquila, 23 Luglio 2009 L'Assessore alle Politiche sociali
con delega alle politiche abitative.
(Luca D'Innocenzo)
sabato 11 luglio 2009
Le Macerie dell'Aquila, le macerie del G8.
Questo G8 era un G8 prevedibilmente inutile.
Inutile nella sua funzione internazionale.
Un G8 in cui la quantità di emissioni diventano dei gradi centigradi, fuggendo dall'impegno reale.
Un G8 in cui gli impegni diventano dichiarazioni.
Un G8 che ricicla le promesse sull'Africa senza dire una parola sulle precedenti mai rispettate.
Un G8 senza senso, con la stragrande maggioranza della popolazione rappresentata nei codazzi e non nel vertice.
Un G8 che aveva già fallito, aveva fallito a Genova e da li sempre.
Un luogo ridotto ad un momento per conoscersi.
Dove il gesto politicamente più significativo rispetto al modello economico è la doggy bag di Michelle.
Dove la sfida culturale più interessante è stata quella a distanza tra Michelle Obama e Carla Bruni.
Un G8 che se avrà un senso lo avrà solo per il luogo, per le immagini che L'Aquila bellissima, distrutta e struggente ha lasciato al mondo, dove lo sfondo, il tragico e straziate sfondo, ha reso grandi le foto degli 8, degli altri, delle mogli, dei figuranti.
Un G8 dove era più atteso un attore che il segretario generale dell'Onu.
Se non fosse stato per l'immensità di Obama che sembra riprendere le file del futuro del mondo (non solo a L'Aquila, ma prima a Mosca e poi in Africa), di questo G8 ricorderemmo solo il maestoso sfondo montano del vertice e la "scenografia" della mia amata e rovinosa città.
Un G8 inutile per il mondo, ovunque si fosse svolto.
Un G8 che forse lascerà qualche traccia di utilità all'Aquila, città che ha dovuto perire la distruzione per essere conosciuta, riconosciuta, apprezzata.
Il G8 si chiude così, fa calare il sipario sul suo fallimento decennale salvando la sua faccia e coprendo le sue macerie con le Macerie dell'Aquila.
Non era necessario contestarlo, era un vertice inutile per il mondo, aveva già perso.
Era utile che rimanessero nella memoria due cose distinte, le Macerie dell'Aquila e l'immensità, le immagini, i racconti, le foto, le vergogne, le parole e le paure dei giorni di Genova.
Le Macerie dell'Aquila e le giornate di Genova, due silenzi assordanti, al confronto dei quali le tracce di Michelle e di Carlà sono già vaporizzate.
Inutile nella sua funzione internazionale.
Un G8 in cui la quantità di emissioni diventano dei gradi centigradi, fuggendo dall'impegno reale.
Un G8 in cui gli impegni diventano dichiarazioni.
Un G8 che ricicla le promesse sull'Africa senza dire una parola sulle precedenti mai rispettate.
Un G8 senza senso, con la stragrande maggioranza della popolazione rappresentata nei codazzi e non nel vertice.
Un G8 che aveva già fallito, aveva fallito a Genova e da li sempre.
Un luogo ridotto ad un momento per conoscersi.
Dove il gesto politicamente più significativo rispetto al modello economico è la doggy bag di Michelle.
Dove la sfida culturale più interessante è stata quella a distanza tra Michelle Obama e Carla Bruni.
Un G8 che se avrà un senso lo avrà solo per il luogo, per le immagini che L'Aquila bellissima, distrutta e struggente ha lasciato al mondo, dove lo sfondo, il tragico e straziate sfondo, ha reso grandi le foto degli 8, degli altri, delle mogli, dei figuranti.
Un G8 dove era più atteso un attore che il segretario generale dell'Onu.
Se non fosse stato per l'immensità di Obama che sembra riprendere le file del futuro del mondo (non solo a L'Aquila, ma prima a Mosca e poi in Africa), di questo G8 ricorderemmo solo il maestoso sfondo montano del vertice e la "scenografia" della mia amata e rovinosa città.
Un G8 inutile per il mondo, ovunque si fosse svolto.
Un G8 che forse lascerà qualche traccia di utilità all'Aquila, città che ha dovuto perire la distruzione per essere conosciuta, riconosciuta, apprezzata.
Il G8 si chiude così, fa calare il sipario sul suo fallimento decennale salvando la sua faccia e coprendo le sue macerie con le Macerie dell'Aquila.
Non era necessario contestarlo, era un vertice inutile per il mondo, aveva già perso.
Era utile che rimanessero nella memoria due cose distinte, le Macerie dell'Aquila e l'immensità, le immagini, i racconti, le foto, le vergogne, le parole e le paure dei giorni di Genova.
Le Macerie dell'Aquila e le giornate di Genova, due silenzi assordanti, al confronto dei quali le tracce di Michelle e di Carlà sono già vaporizzate.
domenica 5 luglio 2009
G8: consigli in caso di terremoto.
Abbiamo letto della presenza di due piani B in caso di terremoto.
Un B per fare il vertice altrove, un B per la fuga in caso di forte scossa durante il vertice a L'Aquila.
Abbiamo visto il dispiegamento delle forze dell'ordine, la massiccia presenza di forze militari, le batterie per la difesa aerea, abbiamo letto o visto i cecchini e letto dei servizi segreti e viceversa.
Siamo preoccupati. Siamo preoccupati per la reazione in caso di forte scossa, noi ormai abbiamo ahinoi acquisito un sapere autonomo sul campo in caso di scosse. Voi no.
Per questo forse è utile qualche consiglio qualora si verificassero le ipotesi generanti il piano B.
1. Se la terra trema non è utile sparare contro la terra.
E' vero che l' "attacco" viene dal sottosuolo, ma se sparate missili o bombe contro la terra, l'effetto si moltiplica, non si attenua.
2. Se un tramezzo cade, non usate il mitra contro il tramezzo.
E' vero che il pericolo viene dal tramezzo, ma se sparate contro di lui, questo accelererà la caduta.
3. Se il "Guerriero di Capestrano" si muove, non saltategli addosso buttandolo a terra per disarmarlo.
E' vero che appare pericolosamente armato, ma è inerme, e se invece di afferrarlo o buttarvi a terra voi per salvarlo attutendogli la caduta, gli saltereto addosso buttando lui per disarmarlo, finirete per distruggere uno dei simboli dell'Abruzzo, proveniente dalla nostra città di Aufinium e rappresentante uno dei nostri popoli avi.
4. Se scappate via cielo, avvertite prima la contraerea che siete voi!
5. Se scappate via terra, non intralciate le strade, servono per i soccorsi. Aspettate invece ore ed ore, prima o poi arriverà la protezione civile a montarvi una tendopoli per accogliervi.
6. Se vedete scene di panico, non sparate a caso contro tutto e tutti.
Se cecchini, servizi segreti, aerei, missili, elicotteri, carri armati, forze speciali continuano a sparare contro l'effetto panico, spareranno tutti contro tutti e finirete voi per ammazzare tutti.
7. A proposito, Presidente Obama, lei, individui prima una struttura portante, in caso di evento molto forte, si metta al riparo li. Finita la scossa controlli le scale, se sono ok scenda, altrimenti si metta al riparo e attenda i nostri straordinari Vigili del Fuoco. Se per caso invece scatta il panico dalla 1 alla 6, si nasconda e sfugga alla macchina infernale, enormemente più pericolosa del terremoto. A Lei teniamo molto, se vuole abbiamo qualche posto nei nostri camper.
Un B per fare il vertice altrove, un B per la fuga in caso di forte scossa durante il vertice a L'Aquila.
Abbiamo visto il dispiegamento delle forze dell'ordine, la massiccia presenza di forze militari, le batterie per la difesa aerea, abbiamo letto o visto i cecchini e letto dei servizi segreti e viceversa.
Siamo preoccupati. Siamo preoccupati per la reazione in caso di forte scossa, noi ormai abbiamo ahinoi acquisito un sapere autonomo sul campo in caso di scosse. Voi no.
Per questo forse è utile qualche consiglio qualora si verificassero le ipotesi generanti il piano B.
1. Se la terra trema non è utile sparare contro la terra.
E' vero che l' "attacco" viene dal sottosuolo, ma se sparate missili o bombe contro la terra, l'effetto si moltiplica, non si attenua.
2. Se un tramezzo cade, non usate il mitra contro il tramezzo.
E' vero che il pericolo viene dal tramezzo, ma se sparate contro di lui, questo accelererà la caduta.
3. Se il "Guerriero di Capestrano" si muove, non saltategli addosso buttandolo a terra per disarmarlo.
E' vero che appare pericolosamente armato, ma è inerme, e se invece di afferrarlo o buttarvi a terra voi per salvarlo attutendogli la caduta, gli saltereto addosso buttando lui per disarmarlo, finirete per distruggere uno dei simboli dell'Abruzzo, proveniente dalla nostra città di Aufinium e rappresentante uno dei nostri popoli avi.
4. Se scappate via cielo, avvertite prima la contraerea che siete voi!
5. Se scappate via terra, non intralciate le strade, servono per i soccorsi. Aspettate invece ore ed ore, prima o poi arriverà la protezione civile a montarvi una tendopoli per accogliervi.
6. Se vedete scene di panico, non sparate a caso contro tutto e tutti.
Se cecchini, servizi segreti, aerei, missili, elicotteri, carri armati, forze speciali continuano a sparare contro l'effetto panico, spareranno tutti contro tutti e finirete voi per ammazzare tutti.
7. A proposito, Presidente Obama, lei, individui prima una struttura portante, in caso di evento molto forte, si metta al riparo li. Finita la scossa controlli le scale, se sono ok scenda, altrimenti si metta al riparo e attenda i nostri straordinari Vigili del Fuoco. Se per caso invece scatta il panico dalla 1 alla 6, si nasconda e sfugga alla macchina infernale, enormemente più pericolosa del terremoto. A Lei teniamo molto, se vuole abbiamo qualche posto nei nostri camper.
venerdì 26 giugno 2009
Viabilità durante il G8
Il Prefetto della Provincia dell’Aquila
Viste le note Cat. A.4/Gab/G8/33/2009 del 30/05/2009 e Cat. A.4/Gab./G8/048/2009 del 17/06/2009 della Questura dell’Aquila con le quali sono state proposte misure interdittive alla circolazione stradale da attuarsi in occasione del Vertice Internazionale G8 previsto in L’Aquila dall’8 al 10 luglio p.v.;
Ritenuto che per motivi di sicurezza pubblica e per motivi inerenti alla sicurezza della circolazione si rende necessario sospendere temporaneamente la circolazione sulle strade di seguito indicate;
Visto l’articolo 6 del Codice della Strada;
O R D I N A
per motivi di ordine e sicurezza pubblica, dalle ore 7,00 del 5 luglio 2009 alle ore 12.00 dell’11 luglio 2009, le sotto indicate sospensioni temporanee della circolazione:
A. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), nonché della circolazione pedonale lungo:
1. Viale delle Fiamme Gialle, intero tratto;
2. Nuovo raccordo di collegamento tra l’Aeroporto di Preturo e Viale delle Fiamme Gialle;
3. Tutte le strade interpoderali adducenti al perimetro dell’Aeroporto di Preturo;
4. Via del Colatoio Seconda e relativi accessi sterrati adducenti a Viale delle Fiamme Gialle;
5. Via del Poppleto (tratto adducente al centro abitato di Coppito e tratto opposto in direzione S.S. 80);
6. Via Cerritola, intero tratto;
7. Via Cagnano, intero tratto;
8. Via Borgorose, intero tratto, fino all’intersezione con la S. R. 80 DIR Via Amiternina di Preturo;
9. Via San Vittorino, intero tratto;
10. Strade interpoderali che da Viale delle Fiamme Gialle adducono ad alcune abitazioni private;
11. Via del Campo, intero tratto;
12. Via Fontecchio, intero tratto;
13. Via Capitignano.
Sarà consentita la circolazione pedonale (ma non veicolare) esclusivamente a coloro che a vario titolo saranno muniti di apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8 nonchè ai residenti preventivamente censiti, muniti anch’essi dell’ apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8.
Detta circolazione avverrà lungo appositi corridoi di transito con accesso all’altezza della nuova rotonda posta all’intersezione della S.S.80 con Via Borsellino e Via Fermi.
Sarà altresì consentito, ai soli residenti muniti dell’anzidetto “badge” ed al personale dell’organizzazione, l’accesso a mezzo di apposito servizio di navette, ad orari prestabiliti e sotto il controllo delle Forze di Polizia, con partenza dall’ingresso di Viale delle Fiamme Gialle.
Sarà altresì consentito l’accesso veicolare a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità (preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8), al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
***
B. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), nonché della circolazione pedonale lungo:
1. S.S. 80, tratto compreso tra l’intersezione con la S.R. 80 DIR e l’intersezione con le Via E. Fermi e Borsellino (Centro Commerciale “Amiternum”);
2. S.P. 33 - Via Dell’Aringo – Via Preturo, tratto delimitato ad Ovest dall’incrocio con la S.R. 80 DIR e ad Est con l’inizio dell’abitato di Coppito all’altezza di Via Montagnino;
3. Via Borsellino, fino alla confluenza con la Via Vetoio.
4.
Sarà consentito il transito di navette della Società A.M.A. all’uopo predisposte.
Sarà consentito l’accesso pedonale (ma non veicolare), esclusivamente nei tratti immediatamente prospicienti le suddette vie, ai residenti, ai domiciliati, ai dimoranti di fatto ed agli esercenti attività lavorative preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8 nonché a coloro che devono assolvere a compiti di assistenza purché anch’essi preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti dell’anzidetto Passi Identificativo.
Sarà altresì consentito l’accesso veicolare e pedonale a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità (preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8) ed a coloro che, a qualunque titolo, saranno muniti del “badge” della Struttura di Missione G8 per l’accesso all’area dei lavori ed al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
C. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), lungo:
1. S.S. 80, tratto compreso tra l’intersezione con le Vie Enrico Fermi e Borsellino e la confluenza con l’uscita autostradale L’Aquila Ovest.
Sarà consentito il transito di navette della Società A.M.A. all’uopo predisposte.
Sarà, altresì, consentito l’accesso veicolare a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità, preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8, a coloro che, a qualunque titolo, saranno muniti di apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8 per l’accesso all’area dei lavori ed al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
D. interdizione della circolazione veicolare e pedonale, in concomitanza con l’arrivo e le partenze delle delegazioni, lungo:
1. SR 80 Dir – Via Amiternina, nel tratto compreso a nord della confluenza con la S.S. 80 e a sud di quella con la S.P. 33 – Via del Laringo – Via Preturo;
E. interdizione della circolazione di mezzi pesanti (7,5 t.) lungo:
1. Via Antica Arischia;
2. Via Enrico Fermi;
3. Via Giovanni Falcone;
4. Strada Provinciale di Preturo;
5. Via Borsellino, fino all’incrocio con la S.S. 80;
Sarà consentito l’accesso veicolare esclusivamente ai mezzi pesanti dell’Organizzazione del Vertice G8 muniti di “badge” ed ai mezzi pesanti delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico.
F. interdizione della circolazione delle greggi di animali lungo:
1. S.P. 33 – Via Del Laringo – Via Preturo, nel tratto compreso tra la S.R. 80 DIR ed il limite dell’abitato di Coppito - altezza Via Montagnino;
2. Viale delle Fiamme Gialle e strade ad essa adducenti.
G. circolazione delle betoniere addette al trasporto di materiali cementizi per il Progetto C.A.S.E..
Sarà, inoltre, consentito il traffico veicolare dei mezzi, anche pesanti, adibiti al trasporto di materiali cementizi per le realizzazioni del Progetto C.A.S.E. lungo il seguente itinerario:
Via Borsellino – Via Falcone in entrambi i sensi di marcia.
Tale facoltà è consentita a condizione che i predetti veicoli e i relativi conducenti siano muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8.
Le Forze di polizia sono incaricate di effettuare mirati servizi di controllo sui trasporti effettuati da tali veicoli.
***
Nell’intero arco delle 24 ore del periodo in questione (dalle ore 7,00 del 5 luglio 2009 alle ore 12.00 dell’11 luglio 2009), sarà predisposto, lungo le vie di seguito indicate, un servizio di navette scortate da equipaggi delle Forze di Polizia, per il trasporto dei residenti e degli esercenti interessati a raggiungere le località sottoposte alle interdizioni veicolari:
1. S.S. 80, intero tratto;
2. S.P. 33 – Via dell’Aringo – Via Preturo;
3. Viale delle Fiamme Gialle e strade adducenti.
Il Questore dell’Aquila è incaricato di sovrintendere all’esecuzione del presente provvedimento avvalendosi, per l’attuazione dei necessari interventi e servizi, del Corpo della Polizia Municipale dell’Aquila, nonché dei Corpi e Servizi di polizia locale di altri Enti locali che prestano la loro attività nella Provincia ai sensi delle vigenti disposizioni.
L’Aquila, 23 giugno 2009
Il Prefetto
(Gabrielli )
Viste le note Cat. A.4/Gab/G8/33/2009 del 30/05/2009 e Cat. A.4/Gab./G8/048/2009 del 17/06/2009 della Questura dell’Aquila con le quali sono state proposte misure interdittive alla circolazione stradale da attuarsi in occasione del Vertice Internazionale G8 previsto in L’Aquila dall’8 al 10 luglio p.v.;
Ritenuto che per motivi di sicurezza pubblica e per motivi inerenti alla sicurezza della circolazione si rende necessario sospendere temporaneamente la circolazione sulle strade di seguito indicate;
Visto l’articolo 6 del Codice della Strada;
O R D I N A
per motivi di ordine e sicurezza pubblica, dalle ore 7,00 del 5 luglio 2009 alle ore 12.00 dell’11 luglio 2009, le sotto indicate sospensioni temporanee della circolazione:
A. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), nonché della circolazione pedonale lungo:
1. Viale delle Fiamme Gialle, intero tratto;
2. Nuovo raccordo di collegamento tra l’Aeroporto di Preturo e Viale delle Fiamme Gialle;
3. Tutte le strade interpoderali adducenti al perimetro dell’Aeroporto di Preturo;
4. Via del Colatoio Seconda e relativi accessi sterrati adducenti a Viale delle Fiamme Gialle;
5. Via del Poppleto (tratto adducente al centro abitato di Coppito e tratto opposto in direzione S.S. 80);
6. Via Cerritola, intero tratto;
7. Via Cagnano, intero tratto;
8. Via Borgorose, intero tratto, fino all’intersezione con la S. R. 80 DIR Via Amiternina di Preturo;
9. Via San Vittorino, intero tratto;
10. Strade interpoderali che da Viale delle Fiamme Gialle adducono ad alcune abitazioni private;
11. Via del Campo, intero tratto;
12. Via Fontecchio, intero tratto;
13. Via Capitignano.
Sarà consentita la circolazione pedonale (ma non veicolare) esclusivamente a coloro che a vario titolo saranno muniti di apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8 nonchè ai residenti preventivamente censiti, muniti anch’essi dell’ apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8.
Detta circolazione avverrà lungo appositi corridoi di transito con accesso all’altezza della nuova rotonda posta all’intersezione della S.S.80 con Via Borsellino e Via Fermi.
Sarà altresì consentito, ai soli residenti muniti dell’anzidetto “badge” ed al personale dell’organizzazione, l’accesso a mezzo di apposito servizio di navette, ad orari prestabiliti e sotto il controllo delle Forze di Polizia, con partenza dall’ingresso di Viale delle Fiamme Gialle.
Sarà altresì consentito l’accesso veicolare a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità (preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8), al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
***
B. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), nonché della circolazione pedonale lungo:
1. S.S. 80, tratto compreso tra l’intersezione con la S.R. 80 DIR e l’intersezione con le Via E. Fermi e Borsellino (Centro Commerciale “Amiternum”);
2. S.P. 33 - Via Dell’Aringo – Via Preturo, tratto delimitato ad Ovest dall’incrocio con la S.R. 80 DIR e ad Est con l’inizio dell’abitato di Coppito all’altezza di Via Montagnino;
3. Via Borsellino, fino alla confluenza con la Via Vetoio.
4.
Sarà consentito il transito di navette della Società A.M.A. all’uopo predisposte.
Sarà consentito l’accesso pedonale (ma non veicolare), esclusivamente nei tratti immediatamente prospicienti le suddette vie, ai residenti, ai domiciliati, ai dimoranti di fatto ed agli esercenti attività lavorative preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8 nonché a coloro che devono assolvere a compiti di assistenza purché anch’essi preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti dell’anzidetto Passi Identificativo.
Sarà altresì consentito l’accesso veicolare e pedonale a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità (preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8) ed a coloro che, a qualunque titolo, saranno muniti del “badge” della Struttura di Missione G8 per l’accesso all’area dei lavori ed al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
C. interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti (7,5 t.), lungo:
1. S.S. 80, tratto compreso tra l’intersezione con le Vie Enrico Fermi e Borsellino e la confluenza con l’uscita autostradale L’Aquila Ovest.
Sarà consentito il transito di navette della Società A.M.A. all’uopo predisposte.
Sarà, altresì, consentito l’accesso veicolare a coloro che devono assicurare servizi inderogabili di pubblica utilità, preventivamente censiti a cura delle Forze di Polizia e muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8, a coloro che, a qualunque titolo, saranno muniti di apposito “badge” rilasciato dalla Struttura di Missione G8 per l’accesso all’area dei lavori ed al personale e mezzi delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico, ai mezzi del Dipartimento della Protezione Civile, la cui targa rechi la sigla DPC, nonché ai mezzi addetti al trasferimento delle delegazioni.
D. interdizione della circolazione veicolare e pedonale, in concomitanza con l’arrivo e le partenze delle delegazioni, lungo:
1. SR 80 Dir – Via Amiternina, nel tratto compreso a nord della confluenza con la S.S. 80 e a sud di quella con la S.P. 33 – Via del Laringo – Via Preturo;
E. interdizione della circolazione di mezzi pesanti (7,5 t.) lungo:
1. Via Antica Arischia;
2. Via Enrico Fermi;
3. Via Giovanni Falcone;
4. Strada Provinciale di Preturo;
5. Via Borsellino, fino all’incrocio con la S.S. 80;
Sarà consentito l’accesso veicolare esclusivamente ai mezzi pesanti dell’Organizzazione del Vertice G8 muniti di “badge” ed ai mezzi pesanti delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e di Soccorso Pubblico.
F. interdizione della circolazione delle greggi di animali lungo:
1. S.P. 33 – Via Del Laringo – Via Preturo, nel tratto compreso tra la S.R. 80 DIR ed il limite dell’abitato di Coppito - altezza Via Montagnino;
2. Viale delle Fiamme Gialle e strade ad essa adducenti.
G. circolazione delle betoniere addette al trasporto di materiali cementizi per il Progetto C.A.S.E..
Sarà, inoltre, consentito il traffico veicolare dei mezzi, anche pesanti, adibiti al trasporto di materiali cementizi per le realizzazioni del Progetto C.A.S.E. lungo il seguente itinerario:
Via Borsellino – Via Falcone in entrambi i sensi di marcia.
Tale facoltà è consentita a condizione che i predetti veicoli e i relativi conducenti siano muniti di Passi Identificativo rilasciato dal Gruppo Operativo Interforze G8.
Le Forze di polizia sono incaricate di effettuare mirati servizi di controllo sui trasporti effettuati da tali veicoli.
***
Nell’intero arco delle 24 ore del periodo in questione (dalle ore 7,00 del 5 luglio 2009 alle ore 12.00 dell’11 luglio 2009), sarà predisposto, lungo le vie di seguito indicate, un servizio di navette scortate da equipaggi delle Forze di Polizia, per il trasporto dei residenti e degli esercenti interessati a raggiungere le località sottoposte alle interdizioni veicolari:
1. S.S. 80, intero tratto;
2. S.P. 33 – Via dell’Aringo – Via Preturo;
3. Viale delle Fiamme Gialle e strade adducenti.
Il Questore dell’Aquila è incaricato di sovrintendere all’esecuzione del presente provvedimento avvalendosi, per l’attuazione dei necessari interventi e servizi, del Corpo della Polizia Municipale dell’Aquila, nonché dei Corpi e Servizi di polizia locale di altri Enti locali che prestano la loro attività nella Provincia ai sensi delle vigenti disposizioni.
L’Aquila, 23 giugno 2009
Il Prefetto
(Gabrielli )
sabato 23 maggio 2009
Sorpresa.
Dopo 1 mese e mezzo tutti sono sorpresi di scoprire che, pur avendo un filo diretto con il sottoscritto, gli studenti della casa non comunicarono nè a me, nè ai rappresentanti, nè al cda alcuna delle loro preoccupazioni.
E' così. Questo che è raccontato come un'allarme megagalattico fu in realtà circoscritto al rapporto tra gli studenti e gli uffici.
Nessuno, nè gli uffici, nè gli studenti, comunicarono al cda alcunchè.
Forse non c'è stato il tempo, forse era un allarme "rientrato", forse è mancato un filo così. Ma questo è.
Altra sorpresa, evidentemente per chi ha cancellato la memoria degli anni: gli studenti erano ampiamente soddisfatti della struttura ed infatti chiedevano tutti la conferma. Naturalmente non c'entra nulla con le denunce nè con loro, è solo un ristabilire un patrimonio che è sempre stato comune. La Casa non era affatto un lager così come la si è voluta raccontare in questo mese e mezzo.
Altro, che attiene alle eventuali responsabilità, non c'entra nulla con questa storia.
A proposito, non solo io sento nell'aria un tentativo di "depistaggio"..., ma il tempo piano piano fa sgonfiare i palloni e lascia in prospettiva la ricerca delle cose reali...
E' così. Questo che è raccontato come un'allarme megagalattico fu in realtà circoscritto al rapporto tra gli studenti e gli uffici.
Nessuno, nè gli uffici, nè gli studenti, comunicarono al cda alcunchè.
Forse non c'è stato il tempo, forse era un allarme "rientrato", forse è mancato un filo così. Ma questo è.
Altra sorpresa, evidentemente per chi ha cancellato la memoria degli anni: gli studenti erano ampiamente soddisfatti della struttura ed infatti chiedevano tutti la conferma. Naturalmente non c'entra nulla con le denunce nè con loro, è solo un ristabilire un patrimonio che è sempre stato comune. La Casa non era affatto un lager così come la si è voluta raccontare in questo mese e mezzo.
Altro, che attiene alle eventuali responsabilità, non c'entra nulla con questa storia.
A proposito, non solo io sento nell'aria un tentativo di "depistaggio"..., ma il tempo piano piano fa sgonfiare i palloni e lascia in prospettiva la ricerca delle cose reali...
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