L'Aquila, 06 Aprile 2009
Le parti del nostro animo che la guerra ci ha strappato, ritorneranno al focolare.
martedì 17 febbraio 2009
domenica 15 febbraio 2009
venerdì 6 febbraio 2009
Organizzazione mafiosa e potere politico.
“La compenetrazione fra i due è avvenuta come risultato di un incontro che è stato cercato e voluto da entrambe la parti. La mafia quindi è un fenomeno di classi dirigenti”. Pio La Torre
lunedì 2 febbraio 2009
Alcune domande. Semplici semplici.
“La seconda bocciatura del passaggio della metropolitana di superficie in via Roma da parte del comitato tecnico scientifico del Consiglio Superiore del Beni Culturali segna l’ennesimo, ed a mio avviso, pressoché decisivo colpo di freno alla realizzazione dell’opera, almeno per quanto riguarda il progetto pervicacemente voluto dalla Giunta comunale” On. Massimo Cialente - 2006
Domanda n.1.
Perché invece oggi il Sindaco Massimo Cialente pretende che un organo tecnico cambi la sua valutazione tecnica? Cosa accade, Cialente sindaco attutisce le vibrazioni?
Cosa rende ostinatamente e cocciutamente un Sindaco all'opera contro altre amministrazioni dello Stato (BAAS - comitato tecnico scientifico) per far costruire-modificare valutazioni tecniche e scientifiche già date nel pieno dell'autonomia e dell'imparzialità amministrativa garantita dalla Costituzione. Un Sindaco può ritenere davvero legittimo, corretto, che una valutazione debba essere condizionata dai progetti "politico-amministrativi" o dalle difficoltà "politico-amministrative"?
Perchè tanta ostinazione tale da far travalicare la "correttezza istituzionale"?
------------------------------
Programma di Governo di Massimo Cialente candidato sindaco ....
"In brevissimo tempo dovrà essere:
• rivisitato il piano strutturale nell’ottica di un’organizzazione strategico-strutturale di area vasta per la città-territorio;
• sottoscritto il protocollo d’intesa con la provincia;
• adottato un piano operativo redatto ed elaborato dal nuovo Consiglio Comunale con il metodo della copianificazione
e con l’utilizzo degli accordi istituzionali;
• completato l’iter delle osservazioni e della partecipazione, dei pareri e dell’approvazione definitiva."
Domanda n.2
Perchè invece di entrare nell'iter della pianificazione il Sindaco ha intrapreso solo la strada dell'Urbanistica concordata/contrattata/a domanda ?
------------------------------------------
Dal Programma di Mandato di Massimo Cialente candidato sindaco....
In un’ottica di pianificazione strategica, l’impegno prioritario
dell’Amministrazione comunale sarà quello di dotare la città di un vero piano della mobilità, redatto con criteri scientifici di respiro comprensoriale, di media lunga prospettiva, alla luce del quale saranno finalmente realizzate le eventuali
necessarie infrastrutture viarie nonché lo stesso piano parcheggi.
Per la definitiva approvazione dei suddetti piani, sarà comunque necessario tener conto dei seguenti indirizzi prioritari:
• ridurre la congestione del traffico urbano, l’inquinamento ed i consumi energetici, nonché migliorare accessibilità e
fruibilità del Centro Storico;
• realizzare un’adeguata connessione viaria di insediamenti importanti quali le Scuole di Acquasanta, le zone residenziali
della Torretta, di Ghignano, di Pile e di Coppito, gli insediamenti produttivi e commerciali ad ovest della città;
• decongestionare il traffico e promuovere una graduale pedonalizzazione del centro storico trasferendo la maggior
parte degli spostamenti in ambito urbano dal mezzo individuale a quelli collettivi. In questa ottica si proverà a sperimentare
l’utilizzo pubblico di biciclette elettriche nel centro cittadino;
• valutare nell’ambito della stesura del piano della mobilità, l’ipotesi da anni considerata, della realizzazione dei parcheggi
di scambio (dove si lascia l’auto e si prosegue con il mezzo pubblico) per almeno 5000 posti dai quali far partire
ogni 5-8 minuti navette di collegamento con il centro, privilegiando le seguenti ottimali localizzazioni:
- zona Ospedale-Università di Coppito, in relazione alle necessità e alle funzioni in essa presenti e alla revisione dell’incrocio
a raso con la S.S. 80;
- zona impianti sportivi di Centi Colella, in relazione alle necessità e alle funzioni in essa presenti ed alle quali attualmente
assolve l’area antistante gli impianti;
- zona Piazza d’Armi, risolvendo contestualmente le difficoltà del sistema viario e del traffico che si addensa nell’area;
- zona stadio di Acquasanta e Cimitero.
• predisporre il collegamento tra i parcheggi di scambio nel quadro di un progetto infrastrutturale di “Raccordo
Anulare”, che consenta spostamenti rapidi senza attraversare la zona urbana congestionata e che realizzi l’integrazione
con l’utilizzo urbano della ferrovia esistente.
Domanda n.3
Perché si mandano in porto i parcheggi di Sant'Apollonia, e poi S.Bernardino, S.Silvestro senza avere il PUM, senza aver rivisto il Piano Parcheggi alla sua luce, senza aver fatto togliere il commerciale interno al parcheggio di Sant'Apollonia ....
------------------------------------------------
Chi pianifica il territorio? La collettività attraverso forze politiche, consiglieri eletti, sindaco come da Costituzione e da legge oppure il territorio è determinato dagli interventi proposti dal privato, cioè da legittimi interessi privati e la "pianificazione del territorio" è conseguente a questi interessi?
Cosa è invariante nel governo del territorio, l' autonomia della pianificazione pubblica o i progetti di insediamento privato?
Cosa è patrimonio pubblico il "territorio" o "il mattone" ?
Domanda n.1.
Perché invece oggi il Sindaco Massimo Cialente pretende che un organo tecnico cambi la sua valutazione tecnica? Cosa accade, Cialente sindaco attutisce le vibrazioni?
Cosa rende ostinatamente e cocciutamente un Sindaco all'opera contro altre amministrazioni dello Stato (BAAS - comitato tecnico scientifico) per far costruire-modificare valutazioni tecniche e scientifiche già date nel pieno dell'autonomia e dell'imparzialità amministrativa garantita dalla Costituzione. Un Sindaco può ritenere davvero legittimo, corretto, che una valutazione debba essere condizionata dai progetti "politico-amministrativi" o dalle difficoltà "politico-amministrative"?
Perchè tanta ostinazione tale da far travalicare la "correttezza istituzionale"?
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Programma di Governo di Massimo Cialente candidato sindaco ....
"In brevissimo tempo dovrà essere:
• rivisitato il piano strutturale nell’ottica di un’organizzazione strategico-strutturale di area vasta per la città-territorio;
• sottoscritto il protocollo d’intesa con la provincia;
• adottato un piano operativo redatto ed elaborato dal nuovo Consiglio Comunale con il metodo della copianificazione
e con l’utilizzo degli accordi istituzionali;
• completato l’iter delle osservazioni e della partecipazione, dei pareri e dell’approvazione definitiva."
Domanda n.2
Perchè invece di entrare nell'iter della pianificazione il Sindaco ha intrapreso solo la strada dell'Urbanistica concordata/contrattata/a domanda ?
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Dal Programma di Mandato di Massimo Cialente candidato sindaco....
In un’ottica di pianificazione strategica, l’impegno prioritario
dell’Amministrazione comunale sarà quello di dotare la città di un vero piano della mobilità, redatto con criteri scientifici di respiro comprensoriale, di media lunga prospettiva, alla luce del quale saranno finalmente realizzate le eventuali
necessarie infrastrutture viarie nonché lo stesso piano parcheggi.
Per la definitiva approvazione dei suddetti piani, sarà comunque necessario tener conto dei seguenti indirizzi prioritari:
• ridurre la congestione del traffico urbano, l’inquinamento ed i consumi energetici, nonché migliorare accessibilità e
fruibilità del Centro Storico;
• realizzare un’adeguata connessione viaria di insediamenti importanti quali le Scuole di Acquasanta, le zone residenziali
della Torretta, di Ghignano, di Pile e di Coppito, gli insediamenti produttivi e commerciali ad ovest della città;
• decongestionare il traffico e promuovere una graduale pedonalizzazione del centro storico trasferendo la maggior
parte degli spostamenti in ambito urbano dal mezzo individuale a quelli collettivi. In questa ottica si proverà a sperimentare
l’utilizzo pubblico di biciclette elettriche nel centro cittadino;
• valutare nell’ambito della stesura del piano della mobilità, l’ipotesi da anni considerata, della realizzazione dei parcheggi
di scambio (dove si lascia l’auto e si prosegue con il mezzo pubblico) per almeno 5000 posti dai quali far partire
ogni 5-8 minuti navette di collegamento con il centro, privilegiando le seguenti ottimali localizzazioni:
- zona Ospedale-Università di Coppito, in relazione alle necessità e alle funzioni in essa presenti e alla revisione dell’incrocio
a raso con la S.S. 80;
- zona impianti sportivi di Centi Colella, in relazione alle necessità e alle funzioni in essa presenti ed alle quali attualmente
assolve l’area antistante gli impianti;
- zona Piazza d’Armi, risolvendo contestualmente le difficoltà del sistema viario e del traffico che si addensa nell’area;
- zona stadio di Acquasanta e Cimitero.
• predisporre il collegamento tra i parcheggi di scambio nel quadro di un progetto infrastrutturale di “Raccordo
Anulare”, che consenta spostamenti rapidi senza attraversare la zona urbana congestionata e che realizzi l’integrazione
con l’utilizzo urbano della ferrovia esistente.
Domanda n.3
Perché si mandano in porto i parcheggi di Sant'Apollonia, e poi S.Bernardino, S.Silvestro senza avere il PUM, senza aver rivisto il Piano Parcheggi alla sua luce, senza aver fatto togliere il commerciale interno al parcheggio di Sant'Apollonia ....
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Chi pianifica il territorio? La collettività attraverso forze politiche, consiglieri eletti, sindaco come da Costituzione e da legge oppure il territorio è determinato dagli interventi proposti dal privato, cioè da legittimi interessi privati e la "pianificazione del territorio" è conseguente a questi interessi?
Cosa è invariante nel governo del territorio, l' autonomia della pianificazione pubblica o i progetti di insediamento privato?
Cosa è patrimonio pubblico il "territorio" o "il mattone" ?
giovedì 29 gennaio 2009
Non solo distaccate.
Si discute delle sedi distaccate.
Di Celano, nata male e finita come non poteva diversamente.
Di Sulmona, su cui magari si poteva fare una discussione su un piccolo ma preciso profilo e che potrebbe anche avere un qualche senso; ma che finirà male, perchè una distaccata ha un senso se ha una sua identità, non se è lo sportello esterno. Sarebbe carino che la piccola Università di Teramo decidesse cosa fare di Giulianova, Atri, Mosciano e non ricordo neanche piu'...
Per non parlare dell'incredibile Giurisprudenza (teramana) di Avezzano.
L'Italia è piena di distaccate. Nate per la combinazione di interessi politici, sballate logiche da "brand territoriale", interessi di professionisti alla ricerca di poter scrivere prof al fianco del proprio nome e della propria professione (gli avvocati e la giurisprudenza ad esempio...), il familismo imperante in Italia e un basso, sottofinanziato e incompiuto sistema del diritto agli studi che non ha favorito la mobilità degli studenti nel territorio.
E va bene così. Ma vogliamo parlare allora di quel coacervo di sedi legali, che distaccate non sono e che per nascere hanno avuto il via libera "da legge" ?
Voglio parlare di Enna ad esempio, ex distaccata di Catania, nata per la combinazione degli interessi di Latteri, Crisafulli e compagnia dicendo.
Ma ce ne sono di minuscole, di dimensione uguale e inferiore alle tante distaccate, e sono Università, riconosciute da legge, approvate da CUN, Ministero e via dicendo, con i propri organismi, i propri rettori etc....
Aosta, 1034 iscritti; San Pio V (Roma), 1040 iscritti; Libera Università Mediterranea “Jean Monnet” (Centro Commerciale di Casamassima, Bari) 1066 iscritti; Università Europea (Roma, Legionari di Cristo), 449 iscritti;
E non dimentichiamo alcune meravigliose telematiche:
"e-Campus"; "UNITEL; "TEL.M.A."; Universitas Mercatorum; "Giustino Fortunato"; "Petaso"; e altre ancora, ... ah scusate, tra le quali ovviamente la fenomenale "Leonardo da Vinci", gemmata dalla Fondazione D'Annunzio, a sua volta gemmata e finanziata dall'Ateneo D'Annunzio.
Vabbè così, giusto per allargare il cerchio.
Di Celano, nata male e finita come non poteva diversamente.
Di Sulmona, su cui magari si poteva fare una discussione su un piccolo ma preciso profilo e che potrebbe anche avere un qualche senso; ma che finirà male, perchè una distaccata ha un senso se ha una sua identità, non se è lo sportello esterno. Sarebbe carino che la piccola Università di Teramo decidesse cosa fare di Giulianova, Atri, Mosciano e non ricordo neanche piu'...
Per non parlare dell'incredibile Giurisprudenza (teramana) di Avezzano.
L'Italia è piena di distaccate. Nate per la combinazione di interessi politici, sballate logiche da "brand territoriale", interessi di professionisti alla ricerca di poter scrivere prof al fianco del proprio nome e della propria professione (gli avvocati e la giurisprudenza ad esempio...), il familismo imperante in Italia e un basso, sottofinanziato e incompiuto sistema del diritto agli studi che non ha favorito la mobilità degli studenti nel territorio.
E va bene così. Ma vogliamo parlare allora di quel coacervo di sedi legali, che distaccate non sono e che per nascere hanno avuto il via libera "da legge" ?
Voglio parlare di Enna ad esempio, ex distaccata di Catania, nata per la combinazione degli interessi di Latteri, Crisafulli e compagnia dicendo.
Ma ce ne sono di minuscole, di dimensione uguale e inferiore alle tante distaccate, e sono Università, riconosciute da legge, approvate da CUN, Ministero e via dicendo, con i propri organismi, i propri rettori etc....
Aosta, 1034 iscritti; San Pio V (Roma), 1040 iscritti; Libera Università Mediterranea “Jean Monnet” (Centro Commerciale di Casamassima, Bari) 1066 iscritti; Università Europea (Roma, Legionari di Cristo), 449 iscritti;
E non dimentichiamo alcune meravigliose telematiche:
"e-Campus"; "UNITEL; "TEL.M.A."; Universitas Mercatorum; "Giustino Fortunato"; "Petaso"; e altre ancora, ... ah scusate, tra le quali ovviamente la fenomenale "Leonardo da Vinci", gemmata dalla Fondazione D'Annunzio, a sua volta gemmata e finanziata dall'Ateneo D'Annunzio.
Vabbè così, giusto per allargare il cerchio.
mercoledì 28 gennaio 2009
La Regione Abruzzo e il Diritto agli Studi Universitari. Un bivio
La IX legislatura della Regione Abruzzo si apre in una fase difficilissima, con la grande difficoltà finanziaria dell’Ente ad intrecciarsi con una profondissima crisi economica. Pessime sono le previsioni sul fronte occupazionale e sui redditi delle famiglie e l’Abruzzo è nel pieno della crisi. Il tessuto industriale è in gravissima difficoltà; le disgrazie della Sanità abruzzese sono ampiamente raccontate; migliaia di precari, del pubblico come del privato, hanno già perso il proprio lavoro a causa del combinato tra la crisi e le politiche governative “ammazza-precari”, molti altri lo perderanno nei prossimi mesi. La ricaduta sociale sarà durissima.
In questo scenario rischia di scomparire il “microsettore” del Diritto agli Studi.
Poche decine di lavoratori negli Enti, circa un centinaio nelle ditte appaltatrici tra mense, case dello studente, pulizie. Un granello di sabbia.
Le Adsu però hanno un’utenza ampia e sensibile, perchè garantiscono un diritto fondamentale, quello agli studi universitari, a tutti gli studenti e anche a chi, meritevole, è in condizioni economiche disagiate. Su circa 70.000 universitari in Abruzzo quasi 7000 risultano idonei alla borsa di studio, cioè sono meritevoli e possiedono un reddito ISEE familiare al di sotto dei 16.000 Euro. Altre migliaia di studenti sono con redditi ISEE tra i 16.000 e i 20.000, fanno cioè notevoli sforzi per sostenere i propri studi e tendenzialmente utilizzano i servizi, economicamente più accessibili, delle Adsu, a partire dalle mense.
La crisi economica e reddituale delle famiglie si scaricherà sugli studi universitari dei più giovani. Mentre si affronta la crisi, sia con politiche rivolte alle imprese sia sul fronte degli ammortizzatori sociali, è bene dare “uno sguardo” anche al fronte del diritto allo studio, pena una ricaduta “classista” sugli studi, con conseguenze pesantissime sulla “coesione sociale” e sulla unanimemente declamata “mobilità sociale”
L’ VIII legislatura si è chiusa con un taglio secco di 2.400.000 (32%) sul fondo per il Diritto agli Studi Universitari nel bilancio per l’esercizio provvisorio, riportando la Regione dai 7,4Mni di Euro raggiunti dopo anni di sforzi a 5Mni di Euro.
Un dato da brividi, che travolge i servizi per gli studenti universitari e che precipita l’Abruzzo indietro di 10 anni.
Un dato che, se non corretto in sede di bilancio, porterà l’Adsu dell’Aquila, tanto per essere chiari, a dover scegliere tra il sacrificare le mense universitarie, arrivate a servire oltre 310.000 pasti l’anno o il sacrificare le nuove iniziative residenziali (Residenza diffusa e Residenza ex-Gesuiti).
Una scelta drastica sulle mense avrebbe ripercussioni devastanti per gli studenti universitari, una scelta drastica sulle residenze universitarie riporterebbe la percentuale degli alloggi sugli universitari al vecchio 0,4%, lontano dall’1% appena raggiunto, lontanissimo dall’oltre il 2% nazionale, anni-luce dal 3, 4, 5, 6 che caratterizzano le città-universitarie paragonabili a L’Aquila quali Camerino, Urbino, Pisa, Cosenza, Pavia, Siena, Perugia.
In un contesto difficile l’Adsu dell’Aquila ha abbattuto i suoi costi, ha riportato al 100% la copertura delle borse di studio e ha accresciuto i servizi rimettendo la città dell’Aquila in un contesto “competitivo” con le altre città universitarie.
Non bisogna inoltre dimenticare che l’Università dell’Aquila è un fattore di ricchezza straordinario per la città dell’Aquila: l’ “attrattività” dell’Ateneo, che si compone anche della garanzia della borsa di studio per tutti gli idonei e della qualità dei servizi per gli studenti, può aiutare questo territorio ad “ammortizzare” la crisi economica e ad uscire da essa con alcuni elementi di solidità.
Si può, con un po’ di attenzione da parte della Regione, mantenere i livelli raggiunti a garanzia di un diritto costituzionale anche in una fase difficile come quella attuale.
Nei prossimi 45gg il Presidente Chiodi e la sua maggioranza sceglieranno il destino di “governance” delle Adsu. L’esperienza di chi è uscente può consigliare di non perdere molto tempo nel discutere di “costi dei Cda”, che per le Adsu sono irrisori a fronte di una attiva e utilissima partecipazione studentesca e di una più efficace azione territoriale. Con l’esperienza da Presidente dell’Adsu mi permetto di consigliare al Presidente Chiodi e alla sua maggioranza di scegliere in fretta i nuovi Presidenti e i nuovi CDA, ma in ogni caso, che si scelga velocemente o no, faccio invece appello al Presidente Chiodi, alla sua Giunta, al Consiglio e alle forze politiche e sociali a porgere l’attenzione da subito a quella cifra in bilancio che è assolutamente da correggere, il più presto possibile.
E’ un granello di sabbia, ma i granelli di sabbia, posti nel luogo giusto, possono aiutare a rompere l’ingranaggio della crisi così come, posti nel luogo sbagliato, possono finire per rompere gli ingranaggi della coesione sociale.
Luca D’Innocenzo
Presidente uscente Adsu L’Aquila.
In questo scenario rischia di scomparire il “microsettore” del Diritto agli Studi.
Poche decine di lavoratori negli Enti, circa un centinaio nelle ditte appaltatrici tra mense, case dello studente, pulizie. Un granello di sabbia.
Le Adsu però hanno un’utenza ampia e sensibile, perchè garantiscono un diritto fondamentale, quello agli studi universitari, a tutti gli studenti e anche a chi, meritevole, è in condizioni economiche disagiate. Su circa 70.000 universitari in Abruzzo quasi 7000 risultano idonei alla borsa di studio, cioè sono meritevoli e possiedono un reddito ISEE familiare al di sotto dei 16.000 Euro. Altre migliaia di studenti sono con redditi ISEE tra i 16.000 e i 20.000, fanno cioè notevoli sforzi per sostenere i propri studi e tendenzialmente utilizzano i servizi, economicamente più accessibili, delle Adsu, a partire dalle mense.
La crisi economica e reddituale delle famiglie si scaricherà sugli studi universitari dei più giovani. Mentre si affronta la crisi, sia con politiche rivolte alle imprese sia sul fronte degli ammortizzatori sociali, è bene dare “uno sguardo” anche al fronte del diritto allo studio, pena una ricaduta “classista” sugli studi, con conseguenze pesantissime sulla “coesione sociale” e sulla unanimemente declamata “mobilità sociale”
L’ VIII legislatura si è chiusa con un taglio secco di 2.400.000 (32%) sul fondo per il Diritto agli Studi Universitari nel bilancio per l’esercizio provvisorio, riportando la Regione dai 7,4Mni di Euro raggiunti dopo anni di sforzi a 5Mni di Euro.
Un dato da brividi, che travolge i servizi per gli studenti universitari e che precipita l’Abruzzo indietro di 10 anni.
Un dato che, se non corretto in sede di bilancio, porterà l’Adsu dell’Aquila, tanto per essere chiari, a dover scegliere tra il sacrificare le mense universitarie, arrivate a servire oltre 310.000 pasti l’anno o il sacrificare le nuove iniziative residenziali (Residenza diffusa e Residenza ex-Gesuiti).
Una scelta drastica sulle mense avrebbe ripercussioni devastanti per gli studenti universitari, una scelta drastica sulle residenze universitarie riporterebbe la percentuale degli alloggi sugli universitari al vecchio 0,4%, lontano dall’1% appena raggiunto, lontanissimo dall’oltre il 2% nazionale, anni-luce dal 3, 4, 5, 6 che caratterizzano le città-universitarie paragonabili a L’Aquila quali Camerino, Urbino, Pisa, Cosenza, Pavia, Siena, Perugia.
In un contesto difficile l’Adsu dell’Aquila ha abbattuto i suoi costi, ha riportato al 100% la copertura delle borse di studio e ha accresciuto i servizi rimettendo la città dell’Aquila in un contesto “competitivo” con le altre città universitarie.
Non bisogna inoltre dimenticare che l’Università dell’Aquila è un fattore di ricchezza straordinario per la città dell’Aquila: l’ “attrattività” dell’Ateneo, che si compone anche della garanzia della borsa di studio per tutti gli idonei e della qualità dei servizi per gli studenti, può aiutare questo territorio ad “ammortizzare” la crisi economica e ad uscire da essa con alcuni elementi di solidità.
Si può, con un po’ di attenzione da parte della Regione, mantenere i livelli raggiunti a garanzia di un diritto costituzionale anche in una fase difficile come quella attuale.
Nei prossimi 45gg il Presidente Chiodi e la sua maggioranza sceglieranno il destino di “governance” delle Adsu. L’esperienza di chi è uscente può consigliare di non perdere molto tempo nel discutere di “costi dei Cda”, che per le Adsu sono irrisori a fronte di una attiva e utilissima partecipazione studentesca e di una più efficace azione territoriale. Con l’esperienza da Presidente dell’Adsu mi permetto di consigliare al Presidente Chiodi e alla sua maggioranza di scegliere in fretta i nuovi Presidenti e i nuovi CDA, ma in ogni caso, che si scelga velocemente o no, faccio invece appello al Presidente Chiodi, alla sua Giunta, al Consiglio e alle forze politiche e sociali a porgere l’attenzione da subito a quella cifra in bilancio che è assolutamente da correggere, il più presto possibile.
E’ un granello di sabbia, ma i granelli di sabbia, posti nel luogo giusto, possono aiutare a rompere l’ingranaggio della crisi così come, posti nel luogo sbagliato, possono finire per rompere gli ingranaggi della coesione sociale.
Luca D’Innocenzo
Presidente uscente Adsu L’Aquila.
venerdì 23 gennaio 2009
Pd. E' una vergogna!
Veltroni porta già con se una responsabilità storica durissima.
Quando l'Italia si stava liberando di Berlusconi, Veltroni gli ha ridato vita, ha distrutto il centrosinistra e ha consegnato alla peggior destra il Paese.
Veltroni e il Pd però non sembrano soddisfatti.
Si astengono sul federalismo fiscale. Un atto di una gravità inaudita, le cui conseguenze rischiano di essere devastanti per tutti noi.
Si dice pronta a fare la riforma della Giustizia con Berlusconi.
Adesso propone una riforma in extremis della legge per l'elezione al Parlamento Europeo, dove non sussiste la scusa del Governo e della Governabilità, insieme al PDL esclusivamente per tentare di salvare se stesso dal fallimento complessivo.
Il Pd sta devastando tutto, è un coacervo di rappresentanza di interessi privati e privatistici nei territori.
Nazionalmente svende il futuro dell'Italia per uno scontro tra "gruppi dirigenti".
La situazione è scandalosa, vergognosa, drammatica.
Quando l'Italia si stava liberando di Berlusconi, Veltroni gli ha ridato vita, ha distrutto il centrosinistra e ha consegnato alla peggior destra il Paese.
Veltroni e il Pd però non sembrano soddisfatti.
Si astengono sul federalismo fiscale. Un atto di una gravità inaudita, le cui conseguenze rischiano di essere devastanti per tutti noi.
Si dice pronta a fare la riforma della Giustizia con Berlusconi.
Adesso propone una riforma in extremis della legge per l'elezione al Parlamento Europeo, dove non sussiste la scusa del Governo e della Governabilità, insieme al PDL esclusivamente per tentare di salvare se stesso dal fallimento complessivo.
Il Pd sta devastando tutto, è un coacervo di rappresentanza di interessi privati e privatistici nei territori.
Nazionalmente svende il futuro dell'Italia per uno scontro tra "gruppi dirigenti".
La situazione è scandalosa, vergognosa, drammatica.
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